Un progetto formativo sull'aiuto pubblico allo sviluppo e la cooperazione decentrata

IL GLOSSARIO OPEN SOURCE DELLA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

Il Glossario sulla cooperazione allo sviluppo è di tipo Open Source, una metodologia di sviluppo concepita come soluzione ottimale per migliorare la qualità e l’aggiornamento del Glossario stesso. Questo significa, semplicemente, che chiunque può accedere al Glossario e contribuire al suo aggiornamento, inviando una nuova voce di Glossario o un aggiornamento/revisione di una voce già esistente ai suoi curatori, agli indirizzi marco.zupi@cespi.it e carlotta.aiello@cespi.it

Accountability

Principio generale secondo cui gli individui e le organizzazioni devono assumersi la responsabilità delle proprie azioni ed essere conseguentemente soggetti a riconoscimenti e premi in positivo come pure a sanzioni per l’inadeguato o mancato svolgimento delle funzioni e dei compiti loro assegnati. In particolare, tale principio risponde all’esigenza, da parte degli Enti Pubblici, di "rendere conto" delle loro attività in termini di trasparenza comportamentale, amministrativa, gestionale, strategica ed economica. Si tratta, perciò, di una traduzione concreta del generico concetto di trasparenza, introdotto da tempo come principio nella Pubblica Amministrazione. Il Bilancio Sociale e la Carta dei Servizi rientrano tra gli strumenti per costruire modelli di accountability. Per quanto riguarda le aziende, la norma SA8000, soggetta a revisioni periodiche, è uno standard di certificazione della responsabilità (accountability) sociale, omogenea e verificabile attraverso un sistema di verifica di terza parte.

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ACNUR - Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati

L'ACNUR (in inglese UNHCR, Office of the United Nations High Commissioner for Refugees), fondato nel 1950 in seno alle Nazioni Unite, ha il mandato di guidare e coordinare l’azione internazionale a protezione dei rifugiati e di risolvere i problemi di questi ultimi in tutto il mondo. Il suo obiettivo prioritario è quello di salvaguardare i diritti e le condizioni di vita dei rifugiati. Cerca di assicurare l’esercizio del diritto di asilo ai rifugiati, con l’opzione di ritornare volontariamente nel proprio Paese di origine, di integrarsi nel Paese in cui si è trovato asilo, o di stabilirsi in un Paese terzo.

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ACP - Paesi di Africa, Caraibi, Pacifico

Gruppo costituitosi in occasione della firma della prima Convenzione di Lomé nel 1975, comprendeva 46 Paesi. Attualmente, dopo l’entrata in vigore dell’Accordo di Cotonou, che ha sostituito nel 2000 le precedenti quattro convenzioni di Lomé, il gruppo è costituito da 79 Paesi. Di questi i Paesi africani sono: Angola, Benin, Botswana, Burkina Faso, Burundi, Camerun, Capo Verde, Repubblica Centrafricana, Ciad, Comoros, Congo Brazzaville, Repubblica democratica del Congo, Costa d’Avorio, Gibuti, Guinea equatoriale, Eritrea, Etiopia, Gabon, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea Bissau, Kenia, Lesotho, Liberia, Madagascar, Malawi, Mali, Mauritania, Mauritius, Mozambico, Namibia, Niger, Nigeria, Ruanda, Sao Tome e Principe, Sierra Leone, Senegal, Seychelles, Somalia, Sud Africa, Sudan, Swaziland, Tanzania, Togo, Uganda, Zambia, Zimbabwe. Quelli caraibici sono: Antigua, Bahamas, Barbados, Belize, Cuba, Repubblica Dominicana, Grenada, Guyana, Haiti, Giamaica, St. Kitts e Nevis, Santa Lucia, San Vincent e le Granadine, Suriname, Trinidad e Tobago. Quelli del Pacifico, infine, sono: le Isole Cook, Micronesia, Fiji, Kiribati, Isole Marshall, Nauru, Niue, Palau, Papua Nuova Guinea, Samoa, Isole Solomone, Tonga, Tuvalu, Vanuatu.

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Acquis communautaire

Corrisponde alla piattaforma comune di diritti ed obblighi che vincolano l’insieme degli Stati membri nel contesto dell’Unione europea. Esso è in costante evoluzione ed è costituito:

  • dai principi, dagli obiettivi politici e dal dispositivo dei trattati;
  • dalla legislazione adottata in applicazione dei trattati e dalla giurisprudenza della Corte di giustizia;
  • dalle dichiarazioni e dalle risoluzioni adottate nell’ambito dell’Unione;
  • dagli atti che rientrano nella politica estera e di sicurezza comune;
  • dagli atti che rientrano nel contesto della giustizia e degli affari interni;
  • dagli accordi internazionali conclusi dalla Comunità e da quelli conclusi dagli Stati membri tra essi nei settori di competenza dell’Unione.

Oltre che dal diritto comunitario propriamente detto, l’“acquis” comunitario è costituito dunque da tutti gli atti adottati a titolo del 2° e del 3° pilastro dell’Unione (vedi Pilastri dell’Unione europea), nonché dagli obiettivi comuni fissati dai trattati. L’Unione si è posta come obiettivo di salvaguardare integralmente l’“acquis” comunitario e di svilupparlo ulteriormente. Essa non può in nessun caso rimetterlo in discussione.

I Paesi candidati devono accettare l’“acquis” per poter aderire all’Unione europea. Le deroghe all’“acquis” comunitario sono eccezionali e di portata limitata. In vista della prossima adesione, i Paesi candidati devono recepire l’“acquis” nei rispettivi ordinamenti nazionali, e quindi applicarlo a partire dalla data in cui la loro adesione diverrà effettiva.

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ADB - Asian Development Bank

Vedi BAS - Banca Asiatica di sviluppo.

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AfDB - African Development Bank

Vedi BAfS.

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Affidamenti amministrativi

Vedi Canale multibilaterale.

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Agenda 2000

Documento adottato dalla Commissione europea il 15 luglio 1997, che definisce le prospettive di sviluppo dell’UE e delle sue politiche all’inizio del nuovo millennio, i problemi connessi all’ampliamento dell’Unione con l’ingresso di nuovi Stati, le modifiche dei Fondi strutturali e del Fondo di Coesione, la futura riforma dalla Politica agricola comune (PAC) e le prospettive finanziarie dell’UE.

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Agenda 21

Letteralmente "Programma di azioni per il XXI secolo", documento sottoscritto dai Paesi partecipanti alla Conferenza di Rio de Janeiro nel giugno 1992 (UNCED, e aggiornato a Kyoto nel 1997, nel quale viene esposto il programma di attuazione della Dichiarazione di Rio e che affronta temi che vanno dalla demografia al commercio, dal trasferimento delle tecnologie alle istituzioni internazionali, dallo sviluppo rurale agli oceani, indicando per ciascuno di essi linee d’azione che, sebbene non vincolanti sul piano legale, riflettono il consenso sostanziale dei partecipanti al Summit di Rio. Tale consenso va verso un modello di sviluppo sostenibile più attento alla qualità della vita e capace di mantenere un equilibrio stabile fra l’uomo e l’ecosistema, il cui patrimonio di risorse naturali e biologiche deve essere preservato per il bene delle future generazioni. In particolare, il Documento stabilisce un piano d’azione per garantire, per il nuovo millennio, un sostanziale miglioramento della vita sul pianeta, con particolare riferimento alla tutela dell’ambiente naturale. L’Agenda 21 sottende a numerose politiche comunitarie nei programmi di sostegno ad azioni di tutela ambientale o risparmio energetico praticate in ambito locale.

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Aggiustamento strutturale, Programmi di

I programmi di aggiustamento strutturale (in inglese Structural Adjustment Programmes, SAPs) costituiscono interventi sui bilanci e sulle economie dei Paesi fortemente indebitati allo scopo di ridurre il peso del deficit. Erano i programmi imposti a tali Paesi dal Fondo monetario internazionale internazionale come condizione per avere accesso ai prestiti elargiti da tale istituzione e consistevano essenzialmente in forti tagli alla spesa pubblica, nell’abolizione delle barriere doganali, nella privatizzazione dei settori produttivi e dei servizi, nell’eliminazione dei sussidi e delle sovvenzioni statali allo scopo di favorire la liberalizzazione dei mercati locali di lavoro e capitale.

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Aiuti alimentari

L’Unione europea prevede la mobilitazione dei prodotti agricoli per forniture a determinati Paesi terzi, che a seguito di guerre interne o calamità naturali, hanno bisogno di ricevere beni per il sostentamento della popolazione a causa di grave deficit alimentare. Dette forniture possono essere bandite direttamente dalla Comunità o dagli organismi di intervento dei Paesi comunitari (in Italia AGEA, l’ex AIMA).

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Aiuti comunitari allo sviluppo

Le origini della politica di sviluppo della Comunità europea risalgono alla firma del Trattato di Roma nel 1957 e i Paesi e i territori d’oltremare degli allora Stati membri sono stati i suoi primi beneficiari. Tuttavia, è solo dall’entrata in vigore del Trattato UE che la politica di sviluppo ha ottenuto una base giuridica specifica (articoli da 177 a 181 del Trattato della Commissione europea). Con i successivi allargamenti dell’Unione, la cooperazione è stata progressivamente estesa ad altri Paesi, quali i Paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico (Paesi ACP), che vantavano una relazione particolarmente stretta e di lunga data con alcuni Stati membri. L’accordo di Cotonou, firmato nel giugno 2000, ha ulteriormente rafforzato questo partenariato, che si fonda in buona parte sulle diverse convenzioni di Lomé, di cui la prima firmata nel 1975. Al di là di questi primi accordi, la politica di sviluppo comunitaria si rivolge anche ad altri Paesi, quali quelli dell’America Latina e dell’Asia. L’obiettivo principale della politica di sviluppo della Comunità europea consiste nell’eliminazione della povertà. Questa politica è attuata non solo attraverso accordi bilaterali e regionali ma anche mediante programmi specifici in alcuni settori, come la sanità (ad esempio attraverso la lotta contro le malattie trasmissibili) e l’istruzione. La politica di sviluppo prevede inoltre la cooperazione con istituzioni internazionali e la partecipazione della Comunità e degli Stati membri alle iniziative avviate a questo livello, come quella a favore dei Paesi poveri fortemente indebitati. Attualmente, l’Unione è il principale partner dei Paesi in via di sviluppo. Insieme, la Comunità europea e i suoi Stati membri forniscono il 55% degli aiuti internazionali allo sviluppo.

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Aiuti umanitari e d’emergenza

Iniziative che mirano ad eliminare e ridurre le conseguenze negative di un’emergenza congiunturale sul soddisfacimento dei bisogni fondamentali e sulle prospettive di sviluppo del Paese beneficiario. Giustificati dalla richiesta del Paese dove si è sviluppato l’evento eccezionale e dal riconoscimento da parte della comunità internazionale dello stato di crisi, questi interventi presuppongono uno stretto e continuo coordinamento con gli altri donatori. Tali interventi possono articolarsi in invio di missioni di soccorso, cessione di beni, attrezzature e derrate alimentari, concessione di finanziamenti in via bilaterale. Non possono rientrare in questa categoria aiuti destinati a far fronte a situazioni endemiche di povertà diffusa.

Negli ultimi anni, gli aiuti umanitari hanno assunto un ruolo di primo piano nell’ambito dell’azione esterna dei Paesi industrializzati, visto il moltiplicarsi delle crisi nel mondo e considerata la volontà dei Paesi di affermarsi nel settore dell’intervento umanitario internazionale. L’Unione europea nel suo insieme (Commissione e Stati membri) è attualmente uno dei principali donatori di aiuti umanitari al mondo. Nel 1992 è stato istituito l’Ufficio della Commissione europea per gli Aiuti Umanitari (ECHO), che ha il compito di fornire assistenza e soccorso (sotto forma di beni o servizi) alle vittime delle catastrofi naturali o causate dall’uomo nonché dei conflitti al di fuori dell’Unione. Tale aiuto è fondato sui principi di non discriminazione, imparzialità e umanità propri dell’aiuto umanitario ed è distribuito dai partner di ECHO, ossia organizzazioni non governative e agenzie umanitarie delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni internazionali.

Nel caso dell’Italia, la legge n. 49/1987 disciplina, nel quadro della cooperazione allo sviluppo, anche gli “interventi straordinari destinati a fronteggiare crisi di calamità e situazioni di denutrizione e di carenze igienico-sanitarie che minacciano la sopravvivenza di popolazioni”. (Artt. 2 e 11 della legge citata). La gestione di queste iniziative, finanziate attraverso un apposito capitolo di bilancio, è affidata all’Ufficio Aiuti di Emergenza della Direzione Generale per la Cooperazione allo sviluppo (Ufficio VI - DGCS/MAE) del Ministero degli Affari Esteri. In ragione della procedura d’urgenza, questi interventi non richiedono delibera del comitato direzionale bensì autorizzazione del Sottosegretario di Stato competente.

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Aiuto al bilancio

In inglese budget support, identifica un’ulteriore forma di aiuto alla bilancia dei pagamenti, funzionale al sostegno delle politiche di aggiustamento strutturale, andando a finanziare direttamente il bilancio pubblico del Paese ricevente, che può fissare liberamente l’impiego dei fondi, all’interno del bilancio.

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Aiuto alla bilancia dei pagamenti

Il Paese donatore fornisce al Paese ricevente risorse finanziarie (a titolo di dono o prestito) in valuta convertibile per acquistare importazioni necessarie indicate dal Paese ricevente stesso.

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Aiuto a progetti

L’aiuto è finalizzato alla realizzazione di uno specifico intervento di sviluppo (progetto), definito dal Paese donatore e negoziato con il Paese ricevente, nel quadro di un generale Programma-Paese che definisce la cornice degli interventi di cooperazione allo sviluppo.

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Aiuto al programma

È una forma di aiuto a dono alla bilancia dei pagamenti, attraverso il finanziamento di importazione di beni strumentali destinati ad uno specifico programma di sviluppo o settore dell’economia (in questo caso, più propriamente, si parla di aiuto settoriale) e non, come invece il Commodity aid, a settori prioritari generici.

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Al-Invest II

Programma comunitario finalizzato alla promozione della cooperazione internazionale a lungo termine tra le 00 dell’Unione europea e dell’America latina favorendo i contatti diretti tra le imprese, organizzando incontri commerciali settoriali su piccola scala nell’UE e in America latina.

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Alleggerimento del debito

L'alleggerimento del debito (in inglese debt relief) può prendere la forma della cancellazione, riscadenziamento, rifinanziamento o riorganizzazione.

  • Cancellazione del debito è l’alleggerimento degli oneri di ripagamento sia del capitale che degli interessi sui debiti precedenti.
  • Riscadenziamento del debito è una forma di alleggerimento basata sulla rinegoziazione delle date di scadenza dei pagamenti dovuti, facendole slittare in avanti nel tempo.
  • Rifinanziamento del debito è una forma di alleggerimento basata sulla concessione di nuove linee di credito o doni utilizzati per pagare il servizio sul debito in scadenza.
  • Il debito pubblico bilaterale è riorganizzato dal Club di Parigi dei creditori pubblici bilaterali. Il Club di Parigi ha definito diversi termini per ridurre il debito estero dei Paesi poveri altamente indebitati.
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Analisi dei rischi

Analisi o stima dei fattori (definiti come “assunzioni” nel quadro logico) che influiscono o potrebbero influire sul conseguimento degli obiettivi di un intervento. Esame dettagliato delle conseguenze indesiderate e negative che un intervento di sviluppo potrebbe indurre sulla vita umana, la salute, la proprietà o l’ambiente; processo sistematico volto a fornire informazioni sulle conseguenze indesiderabili; processo di quantificazione delle probabilità di manifestazione dei rischi identificati e del loro impatto prevedibile.

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AP - Aiuto pubblico

L'aiuto pubblico (in inglese Official Aid), da non confondere con l’APS, ha gli stessi termini e condizioni di quest'ultimo, ma non è contabilizzato nell’ambito delle risorse che concorrono al raggiungimento dell’obiettivo dello 0,7% del PNL, perché non sono destinate ai PVS, ma a Paesi e territori in transizione.

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APEC - Asia-Pacific Economic Cooperation

Fondata nel 1989, l’APEC (in italiano Cooperazione economica Asia-Pacifico) è il principale strumento di promozione del libero commercio, della cooperazione economica e degli investimenti nell’area Asia-Pacifico. Scopo dell’APEC è il rafforzamento della cooperazione economica tra i suoi 21 Stati membri: Australia, Brunei Darussalam, Canada, Cile, Cina, Corea del Sud, Filippine, Giappone, Hong Kong, Indonesia, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Papua Guinea, Perù, Russia, Singapore, Taipei, Thailandia, USA, Viet Nam.

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APPI - Anti-Poverty Partnership Initiatives

L'APPI, fondo fiduciario italiano presso l’UNDP per le iniziative di partenariato contro la povertà, è una delle iniziative dell’UNDP volte al raggiungimento degli MDGs. Il suo principale obiettivo è quello di promuovere partenariati internazionali a sostegno dell’applicazione, nei Paesi interessati, di politiche e programmi di lotta alla povertà, basati sullo sviluppo territoriale, integrato e partecipato.

Le attività e i programmi iniziati attraverso il Fondo avranno come focus programmi per la lotta alla povertà. Attraverso l’istituzione del Fondo, l’UNDP intende sottolineare il carattere strutturale e multidimensionale della povertà, che richiede l’individuazione di nuove azioni più coerenti ed integrate al fine di giungere ad uno sviluppo più equo e al rafforzamento delle fasce più povere della popolazione per conseguire l’obiettivo di dimezzare il numero mondiale dei poveri entro il 2015. L’obiettivo del Trust Fund è quello di fornire all’UNDP una struttura finanziaria aperta ai contributi di diversi donatori al fine di perseguire la realizzazione degli impegni presi in occasione del Vertice mondiale sullo sviluppo sociale tenuto a Copenhagen nel 1995. Il 27 giugno 2000 l’Italia ha siglato un accordo con l’UNDP di partecipazione al Fondo.

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APS - Aiuto pubblico allo sviluppo

La definizione di aiuto pubblico allo sviluppo (APS, in inglese ODA, Official Development Aid) fornita dal DAC indica “quei flussi ai Paesi in via di sviluppo e alle istituzioni multilaterali forniti da organi pubblici, inclusi i governi statali e locali, o i loro organi esecutivi, ciascuna transazione dei quali soddisfa le seguenti condizioni: (a) è amministrata con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo economico ed il benessere dei PVS; (b) è a condizioni agevolate (concessionali) e contiene un elemento dono pari almeno al 25%”. Per elemento dono si intendono i trasferimenti in moneta o in natura per i quali non è richiesto un rimborso, l’assistenza tecnica, i prestiti da rimborsare che abbiano una componente dono del 25% usando un tasso di sconto del 10%.

La natura pubblica dell’APS, assunta nella definizione del DAC, e collegata alla condizione concessionale dello stesso, è in realtà una condizione discutibile: negli anni più recenti, gli accordi di cofinanziamento, il project financing e gli strumenti delle garanzie della Banca mondiale tendono ad unire proprio l’aiuto pubblico e gli investitori privati nella medesima iniziativa di sviluppo.

Del resto, l’ottenimento di prestiti del Fondo monetario internazionale – che non sono iscrivibili tra le forme di APS – è sovente condizione necessaria per ricevere forme di APS da parte di vari donatori.

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Area di libero scambio

Accordo di integrazione regionale non avanzata. All’interno dei singoli Paesi le frontiere non esistono per i beni e servizi prodotti. Si tratta del primo passo di un processo di integrazione regionale: le tariffe doganali o le limitazioni quantitative del commercio tra i Paesi facenti parte di tale accordo sono abolite, mentre ogni Paese mantiene le proprie tariffe e le limitazioni nei confronti dei Paesi non membri (vedi Unione doganale, Mercato comune e Unione economica, politica e monetaria).

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ASEAN - Association of South-East Asian Nations

Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico con sede a Giakarta, Indonesia. È stata fondata nel 1967. Aderiscono: Brunei, Malaysia, Filippine, Indonesia, Singapore, Thailandia, Vietnam (dal 1995), Laos e Myanmar (dal 1997). Cambogia e Papua Nuova Guinea sono stati ammessi come osservatori, mentre la Corea del Sud dispone di uno statuto speciale.

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Asia-Invest

Il programma Asia-Invest fa parte di una serie di iniziative della Commissione europea volte a promuovere vantaggi e comprensione reciproci tra l’UE e l’Asia sostenendo la cooperazione fra imprese. Si prefigge di agevolare i partenariati tra imprese europee e asiatiche, in particolare piccole e medie imprese (PMI), e di accrescere gli scambi e i flussi d’investimento fra le due regioni. La prima fase del programma si è conclusa a fine 2001. La seconda fase relativa al periodo 2003-2007 è stata avviata con l’invito a presentare proposte pubblicato il 7 marzo 2003 sulla Gazzetta ufficiale della comunità europea.

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Asia-ICT

Asia Information Technology & Communications è un programma comunitario finalizzato ad intensificare la cooperazione tra l’Unione europea e gli Stati del Sud Est asiatico nel campo dell’information technology e delle telecomunicazioni (ICT) e delle relative applicazioni nei seguenti campi: agricoltura; istruzione, salute, trasporti, società, turismo, sistemi di fabbricazione intelligente, commercio elettronico.

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Asia Pro Eco

Programma comunitario lanciato per il periodo 2002-2007 al fine di rafforzare il dialogo in campo ambientale tra l’Europa e l’Asia. I settori di attività comprendono: capacità di gestione dell’ambiente, approccio orientato dal mercato alla protezione ambientale e allo sviluppo, promozione e sostegno di reti euroasiatiche di ricerca e sviluppo in campo ambientale.

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Asia Urbs

Programma comunitario finalizzato a creare legami duraturi fra le comunità locali europee e asiatiche realizzando progetti presentati congiuntamente dalle autorità locali europee e asiatiche nel settore della gestione delle città, dello sviluppo socio-economico, dell’ambiente e delle infrastrutture in ambito urbano. Il programma è stato lanciato nel febbraio 1998; la sua chiusura, prevista per dicembre 2003 è stata procrastinata a fine 2005.

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Assistenza tecnica

Componente dell’aiuto pubblico allo sviluppo che include (i) doni a cittadini dei PVS beneficiari dell’APS perché ricevano formazione nel proprio Paese o all’estero e (ii) pagamenti a consulenti, esperti e figure professionali equivalenti, amministratori e insegnanti che prestino servizio nel PVS beneficiario degli aiuti (includendo i costi accessori di trasferimento di macchinari ed equipaggiamento). L’assistenza di questo tipo, quando sia specificamente fornita al fine di facilitare la realizzazione di progetti di investimento di capitali, è però inclusa all’interno delle spese per progetti e programmi bilaterali di investimento (cioè, progetti che creano capitale produttivo fonte di nuovi beni e servizi) e non è conteggiata all’interno dell’assistenza tecnica. In inglese, si parla di free-standing technical co-operation (FTC), che include appunto il trasferimento di una componente tecnica, di competenze gestionali, di know-how e tecnologia per rafforzare le capacità nazionali necessarie a realizzare i progetti di sviluppo, oppure attività di pre-investimento – come gli studi di fattibilità – in presenza di un investimento non ancora approvato, finanziato o assicurato. Diversamente, si usa il termine di Investment-related technical co-operation (ITC), se il trasferimento è iscrivibile all’interno di un progetto di investimento già approvato.

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Assistenza tecnica, centri di

Per centri di assistenza tecnica, ai sensi dell’art. 23 del Dlgs. 31 marzo 1998, n. 114, si intendono quei centri che svolgono attività di assistenza tecnica, di formazione e di aggiornamento in materia di innovazione tecnologica e organizzativa, gestione economica e finanziaria d’impresa, accesso ai finanziamenti anche comunitari, sicurezza e tutela dei consumatori, tutela dell’ambiente, igiene e sicurezza sul lavoro e altre materie eventualmente previste dallo statuto (autorizzate dalla Regione), nonché attività finalizzate alla certificazione di qualità degli esercizi commerciali.

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Associated Financing

Combinazione di APS – doni o crediti d’aiuto – e qualsiasi altra forma di finanziamento, per la creazione di pacchetti finanziari. I pacchetti di Associated Financing sono sottoposti agli stessi criteri di agevolazione, rilevanza per lo sviluppo e eleggibilità di Paesi previsti per i crediti d’aiuto legati.

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Audit

Attività di controllo, obiettiva e indipendente, finalizzata ad aggiungere valore e a migliorare il funzionamento di un’organizzazione. Aiuta un’organizzazione a raggiungere i propri obiettivi mediante un approccio sistematico e rigoroso, volto a valutare e migliorare l’efficacia nella gestione dei rischi, nei processi di controllo e di direzione. È necessario distinguere tra audit di regolarità (finanziaria), incentrato sulla conformità alle procedure e ai regolamenti applicabili, e audit di prestazioni che si occupa della rilevanza, dell’economia, dell’efficienza e dell’efficacia. L’audit interno fornisce una stima sui controlli interni da parte di un’unità che ne riferisce alla dirigenza, mentre l’audit esterno è realizzato da un organismo indipendente.

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Autovalutazione

Valutazione eseguita dai responsabili della formulazione e realizzazione di un intervento di sviluppo.

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BAfS - Banca africana di sviluppo

La Banca africana di sviluppo (in inglese African Development Bank, AfDB), fondata nel 1964 e operativa dal 1966 con sede ad Abidjan (Costa d’Avorio), è una banca multilaterale di sviluppo sostenuta da 77 nazioni dell’Africa, Nord e Sud America, Europa e Asia (53 regionali e 24 non regionali, tra cui l’Italia), allo scopo di promuovere lo sviluppo economico e il progresso sociale dei suoi membri regionali in Africa.

Il Gruppo BAfS è composto dalle seguenti istituzioni:

  • la Banca africana di sviluppo (BAfS);
  • il Fondo africano di sviluppo (FAS);
  • il Fondo della Nigeria (Nigeria Trust Fund – NTF).

Mentre la BAfS opera attraverso prestiti a valere su capitale ordinario a condizioni quasi di mercato, il FAS e il NTF offrono crediti concessionali ai Paesi meno sviluppati, ovvero alla quasi totalità dei Paesi sub-sahariani.

L’obiettivo prioritario del Gruppo è quello della riduzione della povertà, da raggiungere mediante interventi nel settore agricolo, per lo sviluppo rurale, lo sviluppo del capitale umano (con particolare riguardo all’istruzione primaria e alla sanità) e del settore privato. Inoltre esistono alcune importanti tematiche trasversali quali l’ambiente, il ruolo della donna nel processo di sviluppo, l’integrazione e la cooperazione economica nella regione e l’adozione della good governance nei Paesi beneficiari.

Nel 1999 le risorse del Fondo sono state ripartite, con l’eccezione del settore sociale, secondo le priorità indicate nella strategia a medio termine “Moving forward”.

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Banca mondiale

Il Gruppo Banca mondiale (GBM) è la più grande organizzazione mondiale di sostegno allo sviluppo. Il suo impianto risale a Bretton Woods, come per il Fondo monetario internazionale. Queste due istituzioni sono state create per perseguire obiettivi nettamente diversi. Il FMI doveva farsi garante della stabilità del sistema monetario internazionale fornendo risorse finanziarie a breve termine a quei Paesi che si trovassero in difficoltà di bilancio, al fine di salvaguardare il benessere nazionale e internazionale. Diversamente, alla Banca mondiale spettava il compito di fornire crediti per la ricostruzione e lo sviluppo a condizioni il più possibile agevolate. Il Gruppo Banca mondiale si compone di 5 istituzioni (la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo – IBRD –, l’Associazione internazionale di sviluppo – IDA –, la Società finanziaria internazionale – IFC –, l’Agenzia Multilaterale per la Garanzia agli Investimenti – MIGA – e il Centro internazionale per la Risoluzione delle Controversie in materia di Investimenti Diretti Esteri – ICSID). Per “Banca mondiale” (o “Banca”) si intendono IBDR e IDA. I Paesi membri, oltre 180, sono rappresentati presso il Consiglio dei Governatori e il Consiglio dei Direttori. La Banca, che nel corso del 2002 ha messo a disposizione dei suoi Paesi clienti 19,5 miliardi di dollari, lavora attualmente con oltre 100 Paesi in via di sviluppo e in transizione. Obiettivo prioritario del Gruppo Banca mondiale è la riduzione della povertà e la promozione dello sviluppo sostenibile.

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BAS - Banca asiatica di sviluppo

Banca asiatica di sviluppo (in inglese Asian Development Bank, ABS). L’idea di promuovere una banca regionale di sviluppo per l’Asia nacque nel 1963, in occasione della riunione della Commissione economica delle Nazioni Unite per l’Asia tenutasi a Manila. Nel 1966 fu istituita la Banca con partecipazione di 30 Paesi membri. Attualmente la Banca conta 61 Paesi membri, di cui 44 regionali e 17 non regionali (Europa, tra cui l’Italia e Nord America).

Dal 1999, con l’adozione della strategia per la lotta alla povertà, gli obiettivi strategici tradizionali della Banca (promuovere la crescita economica, sostenere lo sviluppo delle risorse umane, migliorare la condizione della donna e proteggere l’ambiente) sono finalizzati all’obiettivo prioritario di ridurre la povertà nella regione dell’Asia e del Pacifico. Ulteriori obiettivi chiave, come la riforma del sistema legislativo, la cooperazione regionale, lo sviluppo del settore privato, e lo sviluppo sociale, contribuiscono parimenti all’obiettivo principale.

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BEI - Banca europea per gli investimenti

Banca europea per gli investimenti (in inglese European Investment Bank, EIB). La BEI, istituzione finanziaria dell’Unione europea istituita nel 1958 come ente autonomo, accorda finanziamenti a lungo termine per investimenti volti a promuovere lo sviluppo economico equilibrato e l’integrazione dell’Unione europea. La BEI è, quindi, contemporaneamente una banca ed una istituzione autonoma nell’ambito della Comunità europea. È dotata di personalità giuridica e di una propria struttura decisionale avendo quindi articolazioni amministrative autonome rispetto a quelle delle altre istituzioni comunitarie. Oltre alla sede di Lussemburgo, esistono un Dipartimento a Roma (dal 1968), un Ufficio di rappresentanza a Bruxelles ed uffici a Madrid, Lisbona, Atene e Londra.

A seguito del Consiglio europeo di Lisbona (marzo 2000), che sollecitava un maggiore ruolo di supporto delle PMI, il Consiglio dei Governatori ha deciso di costituire il Gruppo BEI, composto dalla Banca e dal Fondo europeo per gli Investimenti, di cui la BEI assume il controllo azionario nel giugno 2000 con il 60% del capitale (il 30% rimane alla Commissione europea, il 10% ad altre banche e istituzioni finanziarie europee): il Fondo diventa così lo strumento della BEI specializzato in capitale di rischio.

La BEI è una fonte di finanziamento che, con un volume di finanziamenti dell’ordine di 33 miliardi di euro l’anno, è la più grande istituzione finanziaria internazionale del mondo.

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Beneficiari

Individui, gruppi od organizzazioni che, indipendentemente dal fatto che siano stati identificati come destinatari dell’intervento di sviluppo, ne traggono benefici diretti o indiretti. Termini correlati: destinatari o guppo bersaglio (target).

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Benchmarking

Il termine, nato nel contesto delle analisi aziendali, indica un processo continuo di misurazione di prodotti, servizi e prassi aziendali mediante il confronto con i concorrenti più forti o con le imprese riconosciute leader in un settore. In contesti diversi indica un processo di comparazione dei casi esaminati rispetto ad un caso esemplare. Con benchmark si intende, pertanto, un parametro di riferimento, una base di confronto o standard rispetto a cui valutare le prestazioni o i risultati conseguiti. Nota: un riferimento (benchmark) concerne le prestazioni rese recentemente da altri organismi equivalenti, o ciò che si può ragionevolmente ritenere sia stato raggiunto in circostanze equivalenti.

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Bene pubblico

In economia, un bene è definito pubblico se è caratterizzato da due aspetti: (i) la non rivalità, (ii) la non escludibilità. La non rivalità riguarda la fruizione del bene: il consumo del bene pubblico da parte di qualcuno non compromette la possibilità per altri di fruirne, non deteriora il bene, non impedisce agli altri il consumo di quel bene, per determinati intervalli di applicabilità: per esempio un ponte può essere utilizzato da un ampio intervallo di fruitori senza deterioramento. Le onde radio possono essere ricevute da innumerevoli apparecchi radio, senza per questo deteriorarsi o ridursi. È evidente la differenza rispetto al consumo di un bene privato, come il cibo, l’abbigliamento, (l’appartamento) che non consentono un’utilizzazione non rivale. La non escludibilità riguarda il fatto che è impossibile escludere qualcuno dalla fruizione di quel bene: i costi di esclusione sono decisamente superiori all’interesse ad escludere. È difficile che un bene sia escludibile in modo puro, anche una piazza può essere chiusa, o un ponte, ma occasionalmente. Un bene è pubblico quando c’è un interesse diffuso a produrlo, e i costi di esclusione di chi non lo volesse pagare sono così alti che conviene fornire a tutti quel bene. Gli opportunisti sarebbero disposti a fruire di quel bene in forme meno qualificate pur di non pagare, e le caratteristiche di quel bene e le condizioni tecnologiche fanno sì che sia più conveniente offrirlo a tutti.

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Beni pubblici globali

Un bene pubblico si definisce globale se i suoi benefici vengono goduti da più di un Paese e senza discriminare alcun gruppo della popolazione o le generazioni future. È possibile effettuare una classificazione dei beni pubblici globali (in inglese Global Public Goods) in base alla posizione da questi assunta nel canale di produzione. Si distinguono secondo questo criterio: beni pubblici globali finali, che possono essere tangibili, quando siano caratterizzati dalla materialità (per esempio l’ambiente), oppure intangibili, quando non abbiano una concretezza materiale (per esempio la pace o la stabilità finanziaria); e beni pubblici globali intermedi, che contribuiscono alla fornitura di beni pubblici globali finali (ad esempio i regimi internazionali). Secondo Joseph Stiglitz, i beni pubblici internazionali più importanti sono la pace, la stabilità economica internazionale, l’ambiente globale e la conoscenza; tutti fortemente correlati tra loro.

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BERS - Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo

Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (in inglese EBRD, European Bank for Reconstruction and Development). Istituzione finanziaria multilaterale (IFI), costituita nel 1992 con il fine di concedere crediti a lungo termine o assumere partecipazioni nel capitale delle società operanti nei Paesi «in transizione» (ex Paesi dell’Est o dell’ex Unione sovietica: i cosiddetti dei Paesi dell’Europa centrale ed orientale e Nuovi Stati Indipendenti – NSI).

Il capitale della BERS è stato versato dai Paesi industrializzati: è partecipata da 60 Paesi e 2 organizzazioni internazionali: l’UE (rappresentata dalla Commissione) e la BEI.

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BET - Bilancio ecologico territoriale

È uno strumento di raccolta dati e di analisi che serve a quantificare, in una data area territoriale, i consumi di risorse naturali, energia e acqua ed i livelli globali di emissioni inquinanti in aria, acqua e suolo, individuando i casi di superamento del carico ambientale sostenibile.

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BID - Banco Interamericano de Desarrollo

La Banca interamericana di sviluppo, la più grande e antica Banca di sviluppo multilaterale, fu creata nel dicembre 1959 con il proposito di contribuire allo sviluppo economico e sociale dei Paesi dell’America Latina e dei Caraibi. Attualmente i Paesi membri sono 46 di cui 28 regionali (cioè quelli appartenenti al continente americano) e 18 non regionali (tra cui l’Italia) e rappresenta la più grande istituzione di sviluppo multilaterale a carattere regionale. Ha sede a Washington.

Il gruppo della Banca interamericana di sviluppo si compone, oltre che della Banca stessa, della Società interamericana di Investimento (Inter-American Investment Corporation, IIC) e del Fondo Multilaterale di Investimento (Multilateral Investment Fund, MIF).

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Bilancio ambientale

Strumento contabile in grado di fornire un insieme organico delle interrelazioni dirette tra l’impresa e l’ambiente naturale, attraverso un quadro riassuntivo di dati quantitativi relativi all’impatto ambientale di determinate attività produttive e all’impegno economico dell’impresa, nel campo della protezione ambientale. Qualora comprenda anche una parte dedicata alla descrizione degli aspetti qualitativi dell’impegno ambientale dell’impresa, viene chiamato rapporto ambientale.

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Biodiversità

È sinonimo di "diversità biologica". Per biodiversità di un determinato ambiente, in particolare, si intende la varietà di organismi viventi in esso presenti, attualmente minacciata dal progressivo aumento dei fattori inquinanti e dalla riduzione degli habitat. La biodiversità può essere descritta in termini di geni, specie od ecosistemi. Lo sviluppo sostenibile dipende anche dalla comprensione, protezione e conservazione degli innumerevoli ecosistemi interattivi del pianeta.

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Biotecnologie

Utilizzazione integrata della biochimica, della microbiologia e delle scienze dell’ingegneria genetica per realizzare applicazioni tecnologiche partendo dalle proprietà dei microrganismi, delle colture cellulari o di altri agenti biologici. Si occupa cioè della produzione industriale di sostanze elaborate da organismi viventi (batteri, lieviti, cellule vegetali e animali). Principali settori di applicazione delle biotecnologie: sanitario (produzione di proteine umane, di vaccini..); agro-alimentare (utilizzo di enzimi per migliorare la resa e la qualità dei prodotti alimentari, produzione di fertilizzanti, fitofarmaci...); chimico (chimica fine, processi catalitici, recupero di sottoprodotti della produzione di base...); ambientale (trattamento biologico dei rifiuti, biosensori per rilevare l’inquinamento...); energetico (utilizzo di materiale agricolo di scarto, dell’energia solare...).

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BIS - Bank for International Settlements

Fondata nel 1930, la BIS (in italiano BRI - Banca dei regolamenti internazionali) è la più antica Istituzione finanziaria internazionale. Promuove la cooperazione tra le banche centrali e altre agenzie con l'obiettivo di garantire la stabilità monetaria e finanziaria internazionale. Pertanto non offre servizi finanziari a privati e imprese né può accettarne depositi. La sua sede centrale si trova a Basilea (Svizzera); ha inoltre due uffici di rappresentanza a Hong Kong e Mexico City.

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Bisogni di base

Lo sviluppo deve essere mirato alla soddisfazione dei bisogni umani materiali e immateriali (dalla produzione agricola per l’alimentazione, alla libertà di espressione e di scelta). Esso dovrebbe iniziare dalla soddisfazione dei bisogni di base di coloro, emarginati, che compongono la maggioranza degli abitanti della terra, e dovrebbe allo stesso tempo assicurare la soddisfazione dei loro bisogni di espressione, creatività, eguaglianza, convivialità e del bisogno di comprendere e migliorare il proprio destino.

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Bottom-up

Si dice di un processo che inizia dal basso e prosegue verso l’alto, vale a dire dal livello locale al livello nazionale, oppure dal contesto più decentrato a quello più ampio. Viceversa top-down definisce un processo calato dall’alto.

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BPL - Best Practices & Local Leadership Programme

Attivato nel 1997 da UN-Habitat, il programma BPL ha come obiettivo quello di sensibilizzare e informare chi prende decisioni su questioni critiche in ambito sociale, ambientale ed economico circa i mezzi pratici e le possibilità politiche per migliorare l’ambiente in cui viviamo. Per fare ciò vengono identificate, disseminate e messe in pratica lezioni apprese attraverso pratiche di eccellenza (best practices), formazioni continue, e lo sviluppo di attività di leadership. Vengono infatti indicate ed elaborate: pratiche di eccellenza, esempi di politiche efficaci, esempi di legislazioni favorevoli all’applicazione di queste, studi di caso e di metodologie trasferibili. BLP è una rete globale cui partecipano istituti governativi, autorità locali, professionisti, istituti di ricerca e organizzazioni impegnate nel capacity building in tutto il mondo.

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Bretton Woods

L’accordo che ha dato vita al Sistema monetario internazionale in vigore per vent’anni dopo la Seconda Guerra mondiale ed ha creato il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale. Nel 1944, i rappresentanti di 45 Paesi non comunisti si incontrarono a Bretton Woods nel New Hampshire (Stati Uniti) e si accordarono sulla creazione di un sistema di liquidità internazionale ed un regime di cambi che avrebbero dovuto essere gestiti dal FMI. Fu la prima volta in cui si formalizzò un accordo a livello mondiale che stabiliva regole di funzionamento per il sistema monetario internazionale.

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BRI - Banca dei regolamenti internazionali

Vedi BIS.

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BSS - Basic social services

I Basic social services sono i servizi sociali di base (istruzione di base, servizi sanitari di base, fognature e acqua potabile, alimentazione di base) definiti nell’ambito dell’Iniziativa 20/20.

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Budget support

Vedi Aiuto al bilancio.

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Canale bilaterale

L’impiego degli strumenti di finanziamento (doni e crediti nel caso di iniziative ordinarie; doni soltanto nel caso di iniziative straordinarie) da parte del Paese donatore al Paese ricevente, con cui è stata direttamente concordata l’iniziativa di sviluppo. L’esecuzione delle iniziative è a gestione diretta delle Amminstrazioni dello Stato – centrali o enti locali – oppure affidata ad imprese o ONG;

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Canale multibilaterale

Il ricorso da parte del Paese donatore, per la valutazione tecnico-economica e/o la gestione amministrativa di un’iniziativa concordata con il Paese ricevente, ad un organismo internazionale. Ciò permette di realizzare programmi di grande portata – spesso al di sopra delle possibilità della cooperazione bilaterale. Le diverse fattispecie sono:

  • cofinanziamenti: il Paese donatore eroga a favore di un organismo internazionale un contributo in valuta per il parziale finanziamento di uno specifico progetto di sviluppo elaborato dall’organismo e per il quale il Paese donatore ha concordato anche insieme al Paese ricevente la propria partecipazione. È l’unico caso di multi-bilaterale che non preveda la possibilità di legarsi ad acquisti di beni o servizi nel Paese donatore;
  • finanziamenti paralleli: il Paese donatore partecipa, diversamente dal caso del cofinanziamento, attraverso un intervento diretto parallelo a quello dell’organismo internazionale, il cui progetto di sviluppo complessivo viene così suddiviso in più parti;
  • fondi fiduciari: il Paese donatore delega ad un organismo internazionale la realizzazione di un progetto di sviluppo concordato dal Paese donatore con quello ricevente, erogando un contributo finanziario che copre integralmente le spese per la realizzazione dello specifico progetto;
  • affidamenti amministrativi: come nel caso dei fondi fiduciari, si tratta di un progetto di carattere bilaterale, in cui l’apporto dell’organismo internazionale è limitato alla realizzazione – in questo caso, all’attuazione tecnico-amministrativa.
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Canale multilaterale

I Paesi donatori versano delle somme, che diventano parte del capitale di esercizio, agli organismi internazionali. Si tratta di finanziamenti slegati (senza vincolo di acquisto di beni o servizi nei Paesi donatori) e sempre a titolo di dono. Le due fattispecie sono:

  • contributi obbligatori: il Paese donatore deve periodicamente effettuare il versamento della quota, sulla base di una ripartizione fissata al momento dell’adesione all’organismo internazionale;
  • contributi volontari: il Paese donatore negozia di volta in volta con l’organismo internazionale il versamento da effettuare.
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Capacity building

Nel corso degli ultimi anni, il rafforzamento delle capacità istituzionali è diventata componente centrale degli interventi di cooperazione allo sviluppo. Il riordino delle competenze delle amministrazioni pubbliche, soprattutto a seguito dell’adozione da parte dei PVS dei programmi di aggiustamento strutturale, ha sollecitato la ricerca di maggiore efficienza nel funzionamento delle strutture, facendo della cooperazione allo sviluppo uno strumento per il perseguimento di questo obiettivo. In particolare, le esperienze di cooperazione decentrata danno spesso particolare enfasi alle componenti di creazione e rafforzamento delle capacità delle istituzioni locali dei Paesi beneficiari degli aiuti, tanto a livello di definizione di strategie generali quanto di organizzazione operativa delle attività. Il rafforzamento della capacità di un Paese, o di una regione, di utilizzare nel modo più efficiente, equo e sostenibile le proprie risorse umane, finanziarie e naturali, si misura ad esempio mediante: (a) migliore definizione, stabilità, trasparenza, applicabilità e prevedibilità delle soluzioni istituzionali e/o (b) migliore corrispondenza tra missione e capacità di un’organizzazione e il proprio mandato derivante da queste soluzioni istituzionali. Detto impatto comprende gli effetti attesi e inattesi indotti da una specifica azione.

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Capacity development

Vedi Capacity building.

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CARDS

Il programma CARDS di Assistenza comunitaria per la ricostruzione, lo sviluppo e la stabilizzazione (Community Assistance to Reconstruction, Development and Stability in the Balkans) è stato lanciato nel 2000 per sostenere la partecipazione di Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Serbia Montenegro e Macedonia nel processo di stabilizzazione e associazione all’Unione europea.

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Carta del turismo sostenibile

Documento fondamentale redatto in occasione della Conferenza di Lanzarote patrocinata dall’OMC e dall’UNESCO nel 1995. La Carta raccoglie 18 principi che delineano in maniera abbastanza generale e generica come il turismo possa essere pianificato e svolto in modo da salvaguardare risorse naturali e patrimonio per le generazioni future. La Carta del Turismo Sostenibile ha seguito e preceduto la compilazione di numerosi altri decaloghi di norme di comportamento (UNEP, 1996).

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CCC - 3C

Acronimo che riassume l’obiettivo di assicurare la coerenza, il cordinamento e la complementarità (le tre “c”, appunto) degli sforzi della Comunità europea in materia di politiche di cooperazione allo sviluppo al fine di aumentare l’efficacia degli aiuti stessi. Il bisogno di un maggiore raccordo tra le politiche di ogni Stato membro, tra le politiche di cooperazione allo sviluppo degli Stati Membri e quella della Commissione e tra queste e quelle delle organizzazioni internazionali deve tradursi sia nel campo delle politiche che in quello operativo. Si veda: coerenza, complementarità, coordinamento.

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CDF - Comprehensive Development Framework

Approccio integrato allo sviluppo della Banca mondiale che fissa le linee strategiche di “Coordinamento generale per lo sviluppo” definite dal Presidente della Banca mondiale Wolfenson nel 1997, al fine di orientare le attività di cooperazione allo sviluppo del Gruppo Banca mondiale. Non si trattava di una mera proposta ma di una iniziativa pilota su 13 Paesi in atto per un periodo sperimentale di 18 mesi, che ha poi continuato a rappresentare il quadro generale di riferimento per gli interventi della Banca mondiale. Questo approccio definisce l’eliminazione della povertà, la riduzione delle disuguaglianze, l’aumento delle opportunità di scelta da parte delle persone dei Paesi a basso e medio reddito quali obiettivi prioritari della Banca mondiale. L’approccio viene presentato come una strategia olistica di lungo periodo, che vuole rappresentare uno strumento di coordinamento anche per migliorare le interrelazioni con le altre organizzazioni internazionali, i governi donatori, il settore privato, le società civili coinvolti nella realizzazione di strategie Paese. Il CDF si propone come elemento fondamentale per definire un nuovo partenariato con i PVS, al fine di raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del Millennio (MDGs), e trova una sua immediata traduzione operativa nel PRSP.

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CDM - Clean Development Mechanism

Strumento attuativo previsto dal Protocollo di Kyoto volto a favorire la collaborazione internazionale e la cooperazione tra i Paesi industrializzati e i Paesi in via di sviluppo su programmi e progetti congiunti in modo che, attraverso l’attuazione degli impegni contenuti nella Convenzione UN-FCCC, venga dato impulso anche ai processi di sviluppo socioeconomico ed industriale nel quadro di riferimento più generale dello sviluppo sostenibile. Esso promuove il trasferimento di tecnologie e di know how.

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CEAO - Communauté Economique de l’Afrique de l’Ouest

La Comunità economica dell’Africa occidentale, con sede a Ouagadougou, Burkina Faso, è stata fondata nel 1973 in sostituzione dell’unione doganale degli Stati dell’Africa occidentale (UDEAO). Della CEAO fanno parte: Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Mali, Mauritania, Niger, Senegal. Guinea e Togo partecipavano come osservatori.

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CEDEAO - Communauté économique pour le développement des Etats de l’Afrique de l’ouest

Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale fondata nel 1975, con sede a Lagos, in Nigeria. Della CEDEAO fanno parte Benin, Burkina Faso, Capo Verde, Costa d’Avorio, Gambia, Ghana, Guinea Bissau, Liberia, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria, Senegal, Sierra Leone, Togo. Raggruppando tutti i Paesi dell’Africa occidentale (compresi gli otto Paesi dell’area del franco CFA che costituiscono l’UEMOA) l’obiettivo è promuovere la cooperazione e lo sviluppo in tutti i settori economici, abolendo a tal fine le restrizioni commerciali, gli ostacoli alla libera circolazione delle persone, dei servizi e dei beni, l’armonizzazione delle politiche settoriali. Tendenzialmente, l’obiettivo principale doveva essere la costituzione di un vasto mercato comune e la creazione di una unione monetaria entro il 2004. La maggiore integrazione in seno all’UEMOA è una delle ragioni che hanno contribuito ad indebolire la CEDEAO.

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CEEAC - Communauté Économique des États de l’Afrique Centrale

Comunità economica degli stati dell’Africa centrale di cui fanno parte Burundi, Camerun, Repubblica Centroafricana, Ciad, Congo, Gabon, Guinea Equatoriale, Ruanda, Sao Tomè e Principe, Zaire. Ha sede a Libreville, nel Gabon, ed è stata fondata nel 1983.

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CEMAC - Communauté Économique et Monétaire de l’Afrique Centrale

La Comunità economica e monetaria dell’Africa centrale, la cui banca centrale è la BEAC (Banca degli Stati dell’Africa centrale) è stata istituita dai Paesi membri dell’UDEAC (Camerun, Congo, Gabon, Guinea equatoriale, Repubblica Centroafricana, Ciad). L’area monetaria del CEMAC adotta come moneta unica il franco CFA, ancorato inizialmente al franco francese e ora all’Euro, costituendo insieme all'UEMOA la zona del franco CFA.

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CEPAL - Comisión económica para América Latina y el Caribe

La Commissione economica per l’America latina delle Nazioni Unite è una delle cinque Commissioni regionali ONU, con sede a Santiago, Cile (due Uffici subregionali si trovano a Città del Messico, Messico – per l’America centrale – e a Port of Spain, Trinidad and Tobago – per i Caraibi). Nata nel 1948 in seno all’ECOSOC per promuovere lo sviluppo economico dell’America latina, progressivamente ha allargato il suo mandato, fino ad includere i Paesi caraibici (1984). I suoi obiettivi originari sono lo sviluppo economico della regione, il coordinamento regionale in vista di tale obiettivo, il rafforzamento delle relazioni commerciali interregionali ed esterne. In un secondo tempo la promozione dello sviluppo sociale è stato incluso tra le priorità della CEPAL.

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Ciclo del progetto

Vedi PCM .

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CIFAL - Centre International de Formation des Acteurs Locaux

Il CIFAL è un progetto formativo lanciato dall’UNITAR nel 2000. Si delinea come “un partenariato per la cooperazione decentrata tra Nazioni Unite, governi nazionali, enti locali, ONG, mondo accademico e imprese private per raggiungere a livello locale gli obiettivi dello sviluppo sostenibile”. I suoi obiettivi sono: costruire e rafforzare le capacità dei leader municipali e dei funzionari eletti attraverso lo scambio di know-how pratico e trasferimento di strumenti e buone pratiche nel campo dei servizi essenziali (acqua, salute pubblica, ambiente, gestione dei rifiuti, gestione dei trasporti pubblici, energia); promuovere l’apprendimento da azioni e risposte coerenti delle città; promuovere le opportunità delle città, delle reti cittadine e delle organizzazioni con il fine di condividere il loro sapere e esperienze in modo che si impari gli uni dagli altri; sviluppare la cooperazione decentrata, soprattutto Sud-Sud, sull’accesso ai servizi essenziali.

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CIS - Commonwealth of Independent States

Vedi CSI.

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Cities Alliance

È una coalizione di città e di partner della cooperazione allo sviluppo impegnati nella riduzione della povertà urbana. Concepita e gestita dalla Banca mondiale e da UN Habitat nel 1999, con la partecipazione di altri organismi internazionali e di 10 governi, ha lo scopo di migliorare l’impatto e l’efficienza della cooperazione allo sviluppo urbano in due aree chiave: la riqualificazione di aree degradate; la promozione di strategie partecipative e inclusive di sviluppo delle città.

I finanziamenti si dividono in fondi core e fondi non core. I primi contribuiscono a mantenere la struttura dell’organizzazione, e vengono stanziati dai membri del Gruppo Consultivo. (La DGCS/MAE ad esempio appoggia l’iniziativa “Cities Alliance for Cities without Slums” con un finanziamento annuale che si aggira intorno ai 400-500 mila Euro). A questo si aggiungono i ‘non-core funds’ per sostenere direttamente i progetti di cooperazione.

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Cittadinanza d'impresa

Secondo la definizione fornita dalla Commissione europea nel suo Libro verde - Promuovere un quadro europeo per la responsabilità sociale delle imprese (COM/2001/0366 def.), il concetto di cittadinanza d'impresa indica "La gestione della totalità dei rapporti esistenti tra un'impresa e il suo contesto d'azione locale, nazionale e mondiale".

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Club di Parigi

Fondato nel 1956 per far fronte ad una crisi finanziario-debitoria dell’Argentina, è un gruppo informale di creditori sovrani formatosi su base volontaria al fine di coordinare gli sforzi per la ricerca di soluzioni sostenibili alle difficoltà di ripagamento del debito da parte di alcuni Paesi, attraverso riscadenzamenti e cancellazioni del debito (Alleggerimento del debito).

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Coerenza

Il trattato di Maastricht ha definito la coerenza (coherence) come la necessità di tenere conto degli obiettivi di sviluppo nelle politiche comunitarie che potrebbero avere un’incidenza sui paesi in via di sviluppo. In questo senso, l’obiettivo della coerenza comporta la necessità di un raccordo con gli obiettivi propri della politica di cooperazione allo sviluppo delle diverse politiche, tradizionalmente concepite in modo settoriale e rispondenti a interessi diversi: la politica estera, commerciale, ambientale, agricola, di sicurezza, migratoria, di difesa. Successivamente, il trattato di Amsterdam ha introdotto un nuovo concetto di coerenza, la cosiddetta consistency. Si veda anche: 3C, complementarità, consistency , coordinamento.

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Cofinanziamento

Principio generale secondo il quale i finanziamenti derivanti dai Fondi esistenti per le attività di cooperazione allo sviluppo devono essere affiancati, in percentuali diverse, a seconda degli obiettivi, da quote di finanziamento addizionale (autofinanziamento di chi accede alle risorse in oggetto o pool di finanziatori). Vedi ancheCanale multibilaterale .

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COMESA - Common Market for Eastern and Southern Africa

Il COMESA è il Mercato comune dell’Africa australe e orientale, che ha sostituito nel 1994 la PTA (Preferential Trade Area) o zona di scambio preferenziale creata nel 1981 a Lusaka, nello Zambia. Ne fanno parte 20 Paesi africani.

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Commissione europea

Le origini della Commissione europea risalgono all’Alta autorità della Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA), organo precursore della Commissione come la conosciamo oggi. Dall’entrata in vigore del Trattato di fusione degli esecutivi nel 1967, esiste una Commissione unica per le tre Comunità europee (CECA, Euratom e Commissione europea).

La Commissione europea incarna l’interesse generale dell’Unione europea e svolge un ruolo di impulso nel processo di integrazione europea. Propone le direzioni da prendere e attua le decisioni prese dal Consiglio e dal Parlamento.

È politicamente responsabile dinanzi al Parlamento europeo che ha il potere di sollevarla dalle sue funzioni adottando una mozione di censura.

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Complementarità

Il trattato di Maastricht dell’UE stabilisce una base istituzionale per la politica comunitaria in materia di sviluppo che, ai sensi dell’articolo 177, deve essere complementare rispetto a quelle svolte dagli Stati membri. La complementarità delle politiche dell’Unione e degli Stati Membri nel settore della cooperazione allo sviluppo corrisponde all’obiettivo di evitare che gli stati europei intervengano in modi diversi nel Sud del mondo, facendo così perdere il segno dell’identità – nei valori e nelle strategie di fondo – propria della politica europea di cooperazione allo sviluppo. Si veda anche: 3C, coerenza, coordinamento.

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Commodity aid

Forma di aiuto a dono alla bilancia dei pagamenti, che avviene mediante la fornitura diretta da parte del Paese donatore di beni strumentali (che non siano armi) e servizi ad essi connessi richiesti dal Paese ricevente. Sono aiuti destinati a settori prioritari generici.

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Comunità andina/Patto andino

Fondato nel 1969 dall’accordo di Cartagena, il Patto Andino è stato rilanciato nell’aprile del 1996 sotto il nome di Comunità Andina. Ha come Stati membri Bolivia, Colombia, Ecuador, Perù e Venezuela. Dal 1993 il Perù ha sospeso la sua partecipazione.

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Consenso di Washington

Espressione coniata da Williamson nel 1990 (“What Washington Means by Policy Reforms”, in J. Williamson (ed.), Latin American Adjustment: How Much Has Happened?, Institute for International Economics, Washington DC.) per indicare la strategia del Fondo monetario internazionale, maturata tra i funzionari del Tesoro statunitense, della Banca mondiale e del FMI. Sul piano delle politiche, il Consenso di Washington assume che i risultati economici possano essere soddisfacenti solo a condizione che ci sia la liberalizzazione del commercio, la stabilità macroeconomica ed un corretto funzionamento dell’andamento dei prezzi. Una volta che lo Stato abbia ridotto la sua sfera d’azione, attraverso misure di deregolamentazione e privatizzazione, i mercati privati allocherebbero le risorse in modo automaticamente efficiente, eliminando posizioni di rendita, aumentando la concorrenza e le opportunità di esportare, assicurando alti livelli di crescita economica, così da promuovere la convergenza delle condizioni di vita nei Paesi poveri con quelle dei Paesi ricchi. I limiti di questa visione ideologica del mondo, accattivante per la sua semplicità eppure contraddetta dai fatti, sono molti, al punto che, nel 1998, Joseph Stiglitz, allora capo economista e Vicepresidente della Banca mondiale, auspicava il passaggio ad un nuovo consenso (il cosiddetto Post-Washington Consensus, Stiglitz 1998, More Instruments and Broader Goals: Moving toward the Post-Washington Consensus, WIDER Annual Lectures 2, Helsinki, January).

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Consensus

Un accordo informale internazionale stipulato in sede OCSE nel giugno 1976 che riguarda le forniture con regolamento dilazionato oltre i due anni, assistito da garanzia assicurativa e/o agevolazione finanziaria statale, finalizzato a limitare forme di concorrenza sleale tra i Paesi industrializzati (spesso esercitata attraverso forme di sostegno all’esportazione, che può indirizzarsi verso i PVS). A tale accordo hanno aderito: l’Italia e tutti i Paesi dell’Unione europea, l’Australia, il Canada, la Finlandia, il Giappone, la Norvegia, gli Stati Uniti e la Svizzera. Tale accordo ha decretato le seguenti linee di condotta: (i) i contratti devono prevedere il pagamento di almeno il 15% della fornitura al momento dell’ordine o dell’entrata in vigore del contratto oppure entro il punto di partenza del credito; (ii) il rimborso deve avvenire in rate consecutive al massimo semestrali e riguardo alla prima rata, la data di scadenza non deve superare i sei mesi dal punto di partenza del credito; (iii) i periodi massimi di rimborso sono fissati in 5 anni per i Paesi di prima categoria (Paesi ricchi), ed in 10 anni per i Paesi di seconda categoria (Paesi poveri); (iv) il tasso di interesse è fisso ed è pari a quello a carico della controparte estera; inoltre i tassi di interesse non possono subire decurtazioni per effetto di assicurazioni, spese bancarie o ritenute fiscali effettuate dai Paesi importatori; (v) riguardo a particolari tipologie di merce, quali attrezzature militari, prodotti agricoli, navi, aerei ed elicotteri, ecc, le linee direttive del Consensus sono integrate da specifiche intese internazionali.

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Consistency

Il trattato di Amsterdam ha introdotto un nuovo concetto di coerenza, la consistency, e lo ha definito come la necessità che tutte le politiche comunitarie siano coerenti con gli obiettivi della PESC. La confusione delle definizioni di coerenza oggi esistente tra coerenza (così come previsto dal trattato di Maastricht) e consistency rischia di minare il principio della coerenza stesso, privandolo di un condiviso valore politico e giuridico. La cooperazione allo sviluppo, infatti, dovrebbe rimanere fermamente basata sul principio della coerenza rispetto all’obiettivo generale della cooperazione allo sviluppo, in base al trattato di Maastricht, dovrebbe invece tradursi in una specificazione funzionale al raggiungimento del generale obiettivo proprio della PESC, in base al trattato di Amsterdam.

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Contributi obbligatori/volontari

Vedi Canale multilaterale

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Convenzione di Applicazione

Voluta fortemente dalla Francia nell’ambito delle trattative per l’istituzione della CEE, si basava sulla possibilità di associazione di Paesi terzi contenuta nella parte IV del Trattato di Roma, articoli 131-136, che permetteva, sulla base di decisioni unilaterali da parte europea, l’associazione alla CEE di entità non europee (elencate esplicitamente nell’Appendice IV) che mantenessero con gli Stati membri relazioni particolari. Valida dall’entrata in vigore del Trattato nel 1958 fino al 1963, prevedeva la progressiva creazione di un’Unione doganale fra CEE e territori associati sulla base del principio di reciprocità di trattamento, con la possibilità per gli associati di istituire protezioni doganali per facilitare sviluppo e industrializzazione. Nell’ambito della cooperazione finanziaria allo sviluppo venne creato, per i 5 anni di validità della Convenzione, il Fondo europeo per lo sviluppo (FES), amministrato dalla Commissione europea a beneficio delle colonie e dei territori associati, con un capitale di 581.25 milioni di Unità di Conto europee.

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Convenzione di Rio

La “Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici”, (la cui sigla internazionale è UN-FCCC, United Nations Framework Convention on Climate Change, sito www.unfccc.int) approvata nella Conferenza mondiale sull’Ambiente e lo sviluppo di Rio de Janeiro (giugno 1992) e ratificata dall’Italia il 15 gennaio 1994, fornisce indicazioni per promuovere un più sano ed efficiente rapporto tra uomo e ambiente. Esso si compone di un Preambolo e 27 Principi e richiama l’attenzione su un numero di argomenti rilevanti per l’ambiente, tra i quali l’equità intergenerazionale, i bisogni del mondo povero, la cooperazione tra Stati, la responsabilità civile e la compensazione dei danni ambientali, il principio inquinatore-pagatore, la valutazione d’impatto ambientale. Il terzo principio afferma che “il diritto allo sviluppo deve essere realizzato in modo da soddisfare equamente le esigenze relative all’ambiente ed allo sviluppo delle generazioni presenti e future”. La Convenzione istituisce la Conferenza delle Parti, organo demandato a dare attuazione dei principi e degli impegni generali contenuti nella Convenzione stessa. La Conferenza, che è l’organo supremo e decisionale, ha anche il compito di controllare l’effettivo svolgimento delle azioni per il raggiungimento degli obiettivi della UN-FCCC.

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Cooperazione decentrata

“L’azione di cooperazione allo sviluppo svolta dalle Autonomie locali italiane, singolarmente o in consorzio fra loro, anche con il concorso delle espressioni della società civile organizzata del territorio di relativa competenza amministrativa, attuata in rapporto di partenariato prioritariamente con omologhe istituzioni dei PVS favorendo la partecipazione attiva delle diverse componenti rappresentative della società civile dei Paesi partner nel processo decisionale finalizzato allo sviluppo sostenibile del loro territorio” (DGCS/MAE). “Primariamente e principalmente un modo diverso di fare le cose, che pone gli stakeholders (di ogni genere) al centro del processo di cooperazione e li coinvolge attraverso un ciclo di attività, definendo il ruolo e le parti di ciascuno in accordo con il principio della sussidiarietà” (CE). “Il collegamento tra comunità locali organizzate dei Paesi in via di sviluppo o in transizione e dei Paesi industrializzati, nell’ambito di accordi di cooperazione bilaterali o multilaterali, programmi-quadro” (UNDP, UNOPS).

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Coordinamento

Secondo l’articolo 180 del trattato di Maastricht dell’UE, gli Stati membri devono coordinare "le rispettive politiche in materia di cooperazione allo sviluppo" e concertarsi "sui rispettivi programmi di aiuto, anche nelle organizzazioni internazionali e in occasione di conferenze internazionali". In questo senso, con il termine di coordinamento delle politiche di cooperazione allo sviluppo si intende fare riferimento all’obiettivo di un pieno raccordo tra gli stati membri, la Commissione e le organizzazioni internazionali (in particolare, le agenzie delle Nazioni Unite), ovvero tra il canale bilaterale e i canali multilaterali dell’APS attraverso i quali si realizzano le politiche. Si veda anche: 3C, coerenza, complementarità.

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Credito d’aiuto

Concessione di prestiti a condizioni agevolate (contengono un “elemento dono” che li differenzia dai finanziamenti di carattere commerciale) per il finanziamento di uno specifico progetto d’aiuto, in genere relativo a grandi lavori civili o infrastrutture produttive. I crediti misti impiegano congiuntamente finanziamenti di APS (doni e/o crediti di aiuto) con finanziamenti di carattere commerciale (come possono essere i crediti all’esportazione).

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Crescita endogena

Il punto centrale di questa teoria, evidenziato in particolare da Roemer (1986), è che il “capitale” non è solo capitale fisico, tangibile (computer, aratri, edifici, ecc.) ma anche capitale intangibile, prima di tutto conoscenza. Le caratteristiche che definiscono il capitale sono infatti due: a) si può immagazzinare nel tempo, nel senso che non è usato completamente nel corso di un processo produttivo (il computer è capitale, il petrolio no; l’aratro è capitale, le sementi no); b) il suo acquisto implica un atto di rinuncia al consumo corrente. La conoscenza impiegata nei processi produttivi presenta entrambe queste caratteristiche. Inoltre, la produzione di conoscenza genera esternalità positive: se un’impresa investe denaro in Ricerca e sviluppo, per quanto l’esistenza dei brevetti le offra una parziale protezione, non sarà mai possibile impedire del tutto ad altre imprese di imparare ed emulare. Altre imprese utilizzeranno, senza pagarla, la conoscenza generata dall’impresa che invece ha investito in Ricerca e sviluppo. In generale, perciò, la produzione di ciascuna impresa dipende a) dal capitale fisico, b) dal lavoro, c) dalla conoscenza pagata (spese in Ricerca e sviluppo) e d) dalla conoscenza non pagata, quella di cui si beneficia grazie al meccanismo dell’esternalità.

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CSI - Comunità degli Stati Indipendenti

La Comunità degli Stati Indipendenti (in inglese Commonwealth of Independent States, CIS), sorta dallo smantellamento dell’URSS nel 1991, comprende 12 ex Repubbliche sovietiche (Russia, Bielorussia, Ucraina, Armenia, Azerbaigian, Kazakistan, Kirghizistan, Moldovia, Tagikistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Georgia). La CSI persegue la cooperazione politica, economica, ecologica, umanitaria e culturale. Lavora per garantire i diritti umani e le libertà fondamentali, la pace internazionale e persegue la riduzione delle armi e della spesa militare.

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CSR - Corporate Social Responsibility

Vedi Responsabilità sociale delle imprese.

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DAC - Development Assistance Committee

Nel 1960 all’interno dell’Organizzazione europea per la Cooperazione economica (OECE), i cui membri l’anno successivo diedero origine all’Organizzazione per la Cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), fu creato il DAG (Development Assistance Group) allo scopo di assistere i PVS. L’anno seguente il DAG si ricostituì in DAC (Development Assistance Committee). Attualmente il DAC rappresenta uno dei forum principali in cui i Paesi donatori coordinano i propri sforzi di sostegno allo sviluppo sostenibile definendo linee guida per la cooperazione internazionale.

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Deforestazione

Rapida distruzione delle foreste in molte zone del mondo, soprattutto ai Tropici e in particolare nella foresta Amazzonica per convertire il terreno a un uso non forestale; ne consegue l’impoverimento delle risorse naturali capaci di abbassare il tasso di anidride carbonica nell’aria: la combustione, spesso dolosa, delle foreste pluviali, produce infatti più anidride carbonica di quanta esse ne assorbano. La progressiva scomparsa di foreste e boschi aumenta il ritmo di erosione del suolo, e le specie animali che esse ospitavano rischiano l’estinzione.

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DelNet

Programma per lo sviluppo locale lanciato nel 1998 dal Centro di Formazione internazionale dell’OIL che ha sede a Torino. DelNet sostiene lo sviluppo locale e i processi di decentramento attraverso la formazione, l’informazione la consulenza tecnica e la possibilità di mettersi in rete degli attori locali. DelNet offre un modello e una metodologia formativa a distanza, che si fonda sull’utilizzo di Internet. I suoi servizi si rivolgono a tecnici, funzionari e dirigenti delle istituzioni pubbliche e private che si occupano dei processi di sviluppo locale. Questo programma favorisce il rafforzamento dei partenariati, crea opportunità per scambi di esperienze, favorendo l’avvio di progetti di cooperazione decentrata. Attualmente la maggior parte dei progetti di formazione in corso sono con Paesi e istituti in America Latina. Complessivamente, DelNet è operativo in 36 Paesi e offre la formazione, l’accesso alle informazioni, al network e ai servizi di consulenza tecnica a più di 600 persone ed istituzioni locali nel mondo.

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Desertificazione

Processo di trasformazione in deserto di territori aridi o semiaridi dovuto principalmente a variazioni climatiche, deforestazione, a cattiva gestione o uso improprio dei territorio.

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Development management

Termine diventato di uso comune da circa 25 anni, in coincidenza con la realizzazione negli Stati Uniti del progetto Project Management Effectiveness (PME), che si focalizzava sulla creazione di una serie di strumenti rivolti al miglioramento delle capacità gestionali al fine di migliorare i risultati progettuali. Successivi progetti, in particolare il Performance Management Project (PMP) e l’Implementing Policy Change (IPC), svilupparono le tecniche organizzative e gestionali per rendere più efficiente la realizzazione dei progetti, intendendo la gestione come un processo creativo che interagisce con le attività progettuali. Sia la metodologia del ciclo del progetto sia la definizione di riforme delle architetture istituzionali delle agenzie competenti in materia di cooperazione allo sviluppo (i modelli gestionali dell’APS) sono il frutto di questa attenzione agli aspetti gestionali dello sviluppo.

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DGCS/MAE

La Direzione Generale per la Cooperazione allo sviluppo del MAE, è stata istituita con Legge 49/87 ai sensi del DPR 18/67 per lo svolgimento delle attività italiane di cooperazione allo sviluppo. Attualmente gestisce circa un terzo dell’APS italiano, mentre un altro terzo viene amministrato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF); il restante terzo è rappresentato dai trasferimenti all’UE. La DGCS è organizzata in 13 Uffici suddivisi sia per aree geografiche che per aree tematiche. A tali uffici si aggiungono l’Unità tecnica centrale (UTC), destinata a fornire il supporto tecnico per le varie fasi di realizzazione dei programmi e delle iniziative di cooperazione, e l’Unità di valutazione incaricata di effettuare la valutazione delle iniziative di cooperazione. In molti PVS, ad affiancare operativamente il lavoro dell’UTC, la cooperazione italiana è presente attraverso le Unità tecniche locali (UTL), ospitate presso le Ambasciate italiane con a capo un Direttore a guida di un team di esperti e di personale locale impegnati a promuovere e realizzare attività di cooperazione allo sviluppo.

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Digital divide

È il termine tecnico utilizzato in riferimento alle disuguaglianze nell’accesso e nell’utilizzo delle tecnologie della cosiddetta società dell’informazione e della comunicazione (ICT). Divario o disparità digitale significano in sostanza la difficoltà da parte di alcune categorie sociali o di interi Paesi di usufruire di tecnologie che utilizzano una codifica dei dati di tipo digitale rispetto ad un altro tipo di codifica precedente, quella analogica. La definizione racchiude in sé complesse problematiche che coinvolgono tutti gli aspetti della vita di una comunità: economici, politici, culturali, sociali. Il digital divide viene oggi inserito come punto principale nell’agenda di discussione dei grandi incontri internazionali e soluzioni ed interventi possibili sono suggeriti dai documenti conclusivi di questi lavori, con riferimento in particolare al tema dell’e-Government (Carta di Okinawa G8, Assemblea del Millennio Nazioni Unite, documento finale della DOT Force del G8). L’ONG Alisei ha dedicato al digital divide un sito che fornisce spunti e riferimenti sul tema: http://www.digital-divide.it/

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Diritti Umani

(Human rights) Basati sul riconoscimento della intrinseca dignità e sui diritti inalienabili alla libertà, alla giustizia e alla pace di tutti i membri della razza umana. Essi sono definiti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948.

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DOM e TOM

I Dipartimenti e Territori d’Oltremare sono quei territori rimasti sotto la sovranità francese dopo lo smantellamento del sistema coloniale, per quanto concerne la Convenzione di Lomé sono considerati parte integrante del territorio francese. I DOM sono: Martinica, Guadalupa, Reunion e Guyana. I TOM sono: Polinesia Francese, Wallis-et-Futuna, Terre Australi e Antartiche Francesi. A questi si aggiungono le collettività territoriali d’oltremare (St. Pierre-et-Miquelon, Mayotte) e la Nuova Caledonia, legata alla Francia da uno statuto particolare.

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Dono

Per dono (in inglese grant) si intende l’aiuto fornito senza obbligo di restituzione o pagamento di interessi. Può avvenire in valuta, sotto forma di beni di consumo o investimento, o come servizi (prestazioni di personale tecnico, studi e progettazioni). Gli aiuti umanitari e d’emergenza sono sempre a titolo di doni.

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EAC - East African Community

La Comunità dell’Africa orientale, istituita nel 1967 e sciolta nel 1977, è stata rilanciata nel 1996. Ha come mandato la promozione della cooperazione tra Kenia, Uganda, e Tanzania.

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EBRD - European Bank for Reconstruction and Development

Vedi BERS.

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ECHO - European Community Humanitarian Office

ECHO, l'Ufficio della Commissione europea per l’aiuto umanitario, è stato istituito nel 1992. Da allora ECHO ha finanziato progetti di aiuto umanitario in oltre 85 Paesi, per un ammontare pari a 500 milioni di euro l’anno.

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ECOSOC - United Nations Economic And Social Council

Il Comitato economico e sociale delle Nazioni Unite coordina le attività economiche e sociali delle Nazioni Unite e della famiglia delle Nazioni Unite. Il Consiglio promuove la cooperazione internazionale allo sviluppo, quale principale forum sia per il dibattito sui temi economici e sociali, sia per la formulazione di raccomandazioni politiche. L’ECOSOC mantiene una consultazione permanente con accademici, rappresentanti del settore e privato e più di 2,100 ONG, registrate presso l’ECOSOC. È composto da 54 membri, eletti dall’Assemblea Generale e in carica per tre anni. Cinque Commissioni regionali promuovono lo sviluppo economico e rafforzano le relazioni economiche nelle singole regioni. Riceve supporto finanziario da 11 fondi e programmi e formula policy recommendations rivolte al sistema Nazioni Unite e agli Stati membri.

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Ecosviluppo

Secondo l’UNEP si tratta di uno sviluppo basato sulla sostenibilità ambientale che tiene conto dei bisogni umani fondamentali (basic needs) e della capacità di basarsi sulle risorse locali e sull’autorganizzazione (self-reliance). “Uno sviluppo endogeno e basato sulle proprie forze (self-reliant); sottomesso alla logica dei bisogni dell’intera popolazione e non della produzione elevata a fine in sé, e finalmente cosciente della propria dimensione ecologica e alla ricerca di un’armonia tra uomo e natura” (Assemblea generale delle Nazioni Unite 1975).

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EDINFODEC - Education and Training, Information and Documentation, and Decentralised Cooperation

EDINFODEC è un programma trasversale, finanziato dall’Italia nell’ambito dei PDHL, con il fine di realizzare tutte le attività internazionali di supporto ai programmi nazionali di sviluppo umano. Il Programma EDINFODEC risponde al bisogno dei programmi di sviluppo umano, in corso nei differenti Paesi, di disporre di servizi e strumenti per l’internazionalizzazione. Ciascuna agenzia delle Nazioni Unite, attraverso le proprie sedi centrali, assume di regola iniziative di promozione dei risultati dei programmi, ma difficilmente interviene sistematicamente per creare e mantenere contatti diretti tra esperienze in corso. Questi scambi, infatti, necessitano di vere e proprie attività complesse di cooperazione e hanno bisogno di strumenti internazionali specifici, capaci di realizzarle. Per questo UNDP e UNOPS, d’intesa con la DGCS/MAE, hanno costituito nel 1989 un’Antenna Operativa in Italia. L’Unità dell’UNOPS, che dipende direttamente dall’UNOPS/RESS di Ginevra, è collocata presso la sede della FAO di Roma e, attraverso EDINFODEC, finanziato dall’Italia, realizza tutte le attività internazionali di supporto ai programmi nazionali di sviluppo umano.

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Efficacia

La misura in cui gli obiettivi di un intervento di sviluppo, tenuto conto della loro importanza relativa, sono stati raggiunti o si prevede che possano essere raggiunti. Termine utilizzato anche come misura aggregata (o come giudizio) del merito o del valore di un’attività, ovvero la misura in cui un intervento ha raggiunto, o si prevede possa raggiungere, i propri principali obiettivi in maniera efficiente e sostenibile e con un impatto positivo in termini di sviluppo istituzionale.

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Efficienza

La misura dell’economicità con cui le risorse (fondi, competenze tecniche, tempo, ecc.) sono convertite in risultati.

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E-Government

Le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) si propongono come strumenti straordinari per i governi dei Paesi del mondo per migliorare la qualità, la velocità e l’affidabilità dei servizi offerti ai loro cittadini e alle imprese. In questo senso, l’e-Government e l’e-Governance possono fornire un prezioso contributo nel processo di creazione di opportunità digitali per i PVS. Al Summit di Kyushu-Okinawa è stata adottata la Carta di Okinawa sulla società globale dell’informazione (IT Charter), nella quale i Paesi G8 hanno deciso di creare una Digital Opportunity Taskforce (DOT Force). La DOT Force ha analizzato le possibili iniziative per ridurre il digital divide e ha redatto un Rapporto per i leader del G8, presentato al Summit di Genova. A Kananaskis, la DOT Force ha presentato un nuovo Rapporto sui risultati ottenuti. La responsabilità di sviluppare le iniziative di sostegno sull’e-Government è stata affidata all’Italia. Su richiesta dell’ECOSOC, il Segretario Generale dell’ONU ha creato la Task Force per le Information and Communication Technologies (ICT Task Force), per ridurre il digital divide utilizzando l’ICT.

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EIB - European Investment Bank

Vedi BEI.

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Empowerment

È il processo di ampliamento delle possibilità di un soggetto (una persona ma anche un gruppo) che ha lo scopo di aumentare la capacità di agire nel proprio contesto e di operare delle scelte. È una tecnica che fa leva sulle risorse già presenti per aumentarne l’autodeterminazione. Essere empowered significa essere dotato di capacità di esercitare diritti e scelte, al fine di soddisfare al meglio le proprie esigenze e poter esprimere le proprie capacità innovative e creative. Il termine è usato con particolare riferimento alle differenze di genere. L’empowerment è misurato dall’UNDP con un apposito indicatore.

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Erogazione dei pagamenti

Somma effettivamente spesa, in base alle rilevazioni di cassa, che fa seguito ad un precedente impegno di spesa. È questo l’indicatore utilizzato sul piano internazionale per misurare l’APS dei Paesi OCSE in rapporto al PNL.

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ESAF - Enhanced Structural Adjustment Facility

L'ESAF è una linea finanziaria predisposta dal Fondo monetario internazionale a sostegno della realizzazione dei programmi di aggiustamento strutturale.

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EuropeAid

L’Ufficio di cooperazione EuropeAid è stato istituito il 1° gennaio 2001 con decisione della Commissione europea nell’ambito della riforma della gestione dell’assistenza esterna. È responsabile per l’attuazione degli strumenti di assistenza esterna della Commissione europea finanziati dal bilancio comunitario e dal FES, esclusi gli strumenti di preadesione (PHARE, ISPA, SAPARD), le attività umanitarie, l’assistenza macrofinanziaria, la politica estera e di sicurezza comune (PESC) e lo Strumento di reazione rapida.

Esso è quindi responsabile di tutte le fasi del ciclo delle operazioni (identificazione e istruzione dei progetti e programmi, preparazione delle decisioni di finanziamento, attuazione e monitoraggio, valutazione dei progetti e programmi) che assicurano la realizzazione degli obiettivi definiti dalle programmazioni elaborate dalla Direzione generale Relazioni esterne e dalla Direzione generale Sviluppo e adottate dalla Commissione. Esso inoltre partecipa alle iniziative per il miglioramento dei sistemi di programmazione e del loro contenuto, all’elaborazione dei programmi di valutazione delle politiche e alla definizione dei meccanismi di retroazione della valutazione.

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Eurostat

L’Ufficio statistico dell’UE. Esso produce e pubblica regolarmente analisi e previsioni statistiche, fornisce alle istituzioni dell’UE dati validi su cui basare le proprie decisioni e iniziative e mette a disposizione delle amministrazioni nazionali e del pubblico informazioni su argomenti connessi all’UE, che si prestano a un’analisi statistica. Quando possibile, esso svolge anche una funzione di centralizzazione, coordinando e integrando le diverse statistiche nazionali in un sistema uniforme e comparabile (in questo caso, l’istituzione italiana di riferimento è l’Istituto nazionale di statistica, ISTAT).

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FAO - Food and Agricolture Organization

L’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura delle Nazioni Unite è un’agenzia specializzata, fondata nel 1945 con il mandato di accrescere i livelli di nutrizione e gli standard di vita, e anche di migliorare la produttività agricola e di contribuire al miglioramento di vita della popolazione rurale. Ha sede a Roma dal 1951 ed annovera tra i suoi membri 183 Paesi e l’UE.

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FAS - Fondo africano di sviluppo

Il Fondo africano di sviluppo (in inglese African Development Fund, AfDF) è stato creato nel 1972 per finanziare a condizioni agevolate progetti e programmi a favore dei Paesi più poveri che non sono in grado di accedere ai crediti della BAfS. I crediti, infatti, sono concessi a tasso zero con una commissione pari all’1% circa e prevedono un periodo di rimborso fino ad un massimo di 50 anni, inclusi 10 di grazia. Esistono anche delle risorse concesse a dono per interventi di assistenza tecnica. Segna l’ingresso nel Gruppo BafS dei Paesi non regionali.

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FDI - Foreign Direct Investment

Vedi IDE.

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FEAOG - Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia

Vedi Fondi strutturali.

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FES - Fondo europeo per lo sviluppo

Il Fondo europeo per lo sviluppo (in inglese European Development Fund, EDF) è lo strumento principale della cooperazione allo sviluppo dell’Unione europea, destinato al gruppo dei Paesi africani, dei Caraibi e del Pacifico (ACP). Il FES contribuisce inoltre a sostenere lo sviluppo di una ventina di Paesi e territori d’oltremare (PTOM). Gli articoli 131 e 136 del Trattato di Roma del 1957 ne previdero la creazione per fornire aiuti tecnici e finanziari ai Paesi africani ancora colonizzati all’epoca e con i quali alcuni Stati hanno avuto legami storici.

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FESR - Fondo europeo di sviluppo regionale

Vedi Fondi strutturali.

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Finanziamenti paralleli

Vedi Canale multibilaterale.

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FMI - Fondo monetario internazionale

Il Fondo monetario internazionale (in inglese International Monetary Fund, IMF) fu creato nel dicembre 1945, quando i primi 29 Paesi dei 45 firmatari degli accordi di Bretton Woods sottoscrissero l’accordo istitutivo. Obiettivo del Fondo era quello di garantire la stabilità del sistema monetario internazionale fornendo risorse finanziarie a breve termine ai Paesi in difficoltà di bilancio, al fine di salvaguardare il benessere nazionale e internazionale. Nel 1947 l’Italia aderì al Fondo ratificando successivamente i tre emendamenti dello stesso accordo. Attualmente i suoi membri sono 183 Paesi. È l’istituzione internazionale deputata a:

  • promuovere la cooperazione monetaria internazionale;
  • sostenere la crescita equilibrata del commercio internazionale e contribuire alla promozione e al mantenimento di alti livelli di occupazione e reddito reale e allo sviluppo delle risorse produttive di tutti i Paesi membri quali obiettivi primari di politica economica;
  • promuovere la stabilità dei cambi, vigilare sul rispetto degli accordi valutari tra i Paesi membri e evitare svalutazioni competitive;
  • realizzare un sistema multilaterale dei pagamenti facilitando, tra l’altro, l’eliminazione delle restrizioni valutarie che limitano la crescita del commercio internazionale;
  • fornire risorse ad opportune condizioni a favore di Paesi membri aventi difficoltà di bilancia dei pagamenti.

Lavora in stretto contatto con la Banca mondiale (si veda anche Comprehensive Development Framework, CDF).

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Fondi fiduciari

Vedi Canale multibilaterale.

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Fondi strutturali

Rappresentano i principali strumenti finanziari utilizzati dall’Unione europea per favorire la politica di coesione economica e sociale degli Stati membri perseguita attraverso gli obiettivi prioritari a sostegno delle azioni "strutturali" dell’Unione, ossia quelle miranti a ridurre i divari di sviluppo tra le regioni. Essi sono: il Fondo sociale europeo (FSE) per il miglioramento delle possibilità occupazionali nella Comunità; il Fondo europeo di sviluppo regionale (FERS) per la riduzione delle disparità di sviluppo tra le Regioni della Comunità; il Fondo europeo agricolo di Orientamento e Garanzia (FEAOG) per le politiche agricole; lo Strumento finanziario di Orientamento della Pesca (SFOP) per la ristrutturazione del settore della pesca.

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Fondo di garanzia

Il fondo, alla cui costituzione possono partecipare banche, istituzioni finanziarie e/o capitali privati, che rilascia garanzie sussidiarie su finanziamenti a medio termine concessi da istituti di credito (e/o società di leasing) in favore di piccole e medie imprese, a fronte di investimenti fissi in beni materiali e immateriali. Opera come un fondo di rotazione: le risorse svincolate per l’estinzione delle operazioni (al netto delle perdite per le liquidazioni effettuate) rientrano nelle disponibilità del fondo stesso, in vista di una riutilizzazione per altre operazioni. In pratica il contributo indiretto di cui beneficia la PMI può essere calcolato come il differenziale tra il premio pagato dall’impresa per ottenere la garanzia del fondo sul finanziamento, che sarà precisato nella convenzione attuativa della misura, e il costo medio di mercato di una fideiussione assicurativa, vigente al momento della concessione del finanziamento sulla piazza. Nel campo della cooperazione internazionale allo sviluppo, lo strumento del fondo di garanzia – attraverso interventi a dono – può consentire di avvicinare soggetti imprenditoriali ritenuti non bancabili (microimprese) ai servizi del sistema creditizio formale, incoraggiato a offrire crediti ad una clientela solitamente trascurata.

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Fondo globale per la lotta all’AIDS

Iniziativa autonoma di partenariato pubblico-privato, cui aderiscono circa 30 Stati, organismi internazionali (come la Banca mondiale, l’OMS e l’Agenzia delle Nazioni Unite per la lotta contro l’AIDS, UNAIDS) e associazioni private. Il Fondo, promosso dalla presidenza italiana e sostenuto anche dal segretario delle Nazioni Unite, è operativo dal 2002.

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Fondo rotativo

Capitolo del bilancio dello Stato italiano gestito dal Mediocredito centrale dove annualmente affluiscono gli stanziamenti per la concessione di crediti d’aiuto. In base alla legge 49/1987, la DGCS/MAE è responsabile della programmazione dei fondi relativi ai crediti d’aiuto, dei negoziati coi Paesi destinatari e della valutazione dei progetti e dei programmi da finanziare.

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Food into the Cities

Programma Interregionale di Approvvigionamento e Distribuzione alimentare nelle Città della FAO. La prima fase ha coperto il biennio 1995-1997. La seconda fase del Progetto è iniziata dal 1997. Allo scopo di rendere più efficiente, salubre, sostenibile il sistema di approvvigionamento e distribuzione del cibo (Food Supply and Distribution System – FSDSs) andando incontro ai bisogni alimentari della popolazione urbana, il programma si concentra sul rafforzamento delle competenze tecniche e gestionali delle autorità locali e cittadine, sia per promuovere la collaborazione tra settore pubblico e privato, sia per formulare politiche e piani d’azione regionali, urbani e locali; centrale, pertanto, il coinvolgimento e il ruolo degli enti locali. Implementato soprattutto in America latina e centrale.

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FSE - Fondo sociale europeo

Uno dei quattro fondi strutturali, Il FSE (in inglese European Social Fund, ESF) è il principale strumento dell’Unione europea per lo sviluppo delle risorse umane. Nella programmazione 1994-1999 ha cofinanziato programmi volti a migliorare il funzionamento del mercato del lavoro in tutti gli Stati membri. Esso presta la propria assistenza in base alle esigenze di formazione e di occupazione, sostenendo le persone che cercano di inserirsi o reinserirsi nel mercato del lavoro, aiutando i disoccupati a migliorare le proprie prospettive professionali, combattendo la disoccupazione giovanile, promuovendo le pari opportunità nel lavoro, favorendo lo sviluppo di abilità e qualifiche professionali e sostenendo la creazione di nuovi posti di lavoro. Nella programmazione 2000-2006 cofinanzia: lo sviluppo e la promozione delle politiche attive del mercato del lavoro per combattere e prevenire la disoccupazione, evitare a donne e uomini la disoccupazione di lunga durata e sostenere il loro reinserimento nel mercato del lavoro; aiutare l’inserimento dei giovani nella vita professionale; il sostegno per tutti nell’accesso al mercato del lavoro, in particolare per le persone che rischiano l’esclusione sociale; la promozione e il miglioramento della formazione professionale, dell’istruzione e dell’orientamento; nonché di una politica di apprendimento durante tutto l’arco della vita; la promozione di una forza lavoro competente e qualificata adattabile ai mutamenti del mercato; il sostegno all’innovazione e allo sviluppo dello spirito imprenditoriale; il rafforzamento delle risorse umane nell’ambito della ricerca, della scienza e della tecnologia; il rafforzamento dell’accesso e della partecipazione delle donne al mercato del lavoro.

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G8

Gruppo degli otto Paesi più industrializzati del pianeta, che si incontra periodicamente per prendere decisioni informali relative all’assetto politico ed economico internazionale. Originariamente noto come G7 (comprendeva Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia e Canada) ha visto aggiungersi, come membro a pieno titolo solo per le questioni politiche, anche la Russia nel 1990. In realtà il G8 non è l’unica aggregazione (G sta per gruppo) di questo tipo. Sin dall’immediato dopoguerra diverse nazioni si autoconvocano per discutere di temi specifici, politici o economici. I cosiddetti "Quattro Grandi" (Francia, Gran Bretagna, Russia e Stati Uniti) ad esempio, si trovavano per discutere di Berlino divisa o dell’Austria non ancora indipendente. Diversi altri gruppi di Paesi si incontrano per affrontare soprattutto, ma non solo, temi economici. Così il G77, che dal 1964 raccoglie i PVS, 77 in origine e 133 oggi; oppure il G20, un tavolo di confronto permanente fra i Paesi più ricchi e quelli emergenti; o il G24 che discute col Fondo monetario internazionale temi di interesse per i ventiquattro PVS che lo compongono, in rappresentanza dei 133 del G77.

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G24

Costituito nel 1972 in una riunione a Lima per rappresentare gli interessi dei Paesi in via di sviluppo nei negoziati sugli affari monetari internazionali. I membri del Gruppo sono: Algeria, Argentina Brasile, Colombia, Repubblica Democratica del Congo (Kinshasa), Costa d’Avorio, Egitto, Etiopia, Gabon, Ghana, Guatemala, India, Iran, Libano, Messico, Nigeria, Pakistan, Perù, Filippine, Sri Lanka, Siria, Trinidad e Tobago, Venezuela. La Cina partecipa in qualità di invitata. Da non confondere con l’altro G24, Gruppo di coordinamento dei 24 Paesi occidentali membri dell’OCSE per la valutazione dei provvedimenti di sostegno in favore dei Paesi dell’Europa centrale ed orientale.

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G77

Il gruppo fu istituito nel 1964 da 77 PVS firmatari della “Dichiarazione congiunta dei 77 Paesi” stipulata in chiusura della prima sessione dell’UNCTAD a Ginevra. A partire dalla prima riunione del Gruppo ad Algeri nel 1967, che produsse la Carta di Algeri, gradualmente si sviluppò una struttura istituzionale permanente, che rappresenta la più grande coalizione del Terzo Mondo in seno alle Nazioni Unite. Il G77 (che ha conservato il suo nome originario nonostante i suoi membri siano diventati 133) costituisce uno strumento importante per aiutare i PVS ad articolare e promuovere i loro interessi economici collettivi e accrescere il loro potere contrattuale sulle maggiori questioni economiche all’interno del sistema Nazioni Unite, oltre che per promuovere la cooperazione tecnica ed economica tra PVS.

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GATT - General Agreement on Tariffs and Trade

Accordo generale sulle tariffe e il commercio, sistema di regolamentazione, basato sul negoziato, fondato nel 1947. Il primo accordo è composto di 38 articoli e sancisce i principi che ogni Paese deve attuare per camminare sulla strada del libero commercio. Dopo il 1947 sono state condotte altre quattro trattative (Rounds). Ogni round ha assunto un nome, l’ultimo è stato denominato Uruguay Round. Nel 1995 il GATT è stato sostituito dal WTO.

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Gemellaggi internazionali

Le Amministrazioni locali e regionali, da alcuni anni, hanno avviato iniziative volte al perfezionamento di gemellaggi con enti di analoghe dimensioni ubicati in Paesi esteri, al fine di potenziare e sviluppare lo scambio internazionale culturale e promuovere l’apertura della propria comunità territoriale alle problematiche di altre popolazioni. L'intento è di valorizzare esperienze già in atto per iniziativa della società civile, che coinvolgono gli alunni e docenti delle scuole locali, le realtà economiche e di volontariato. I gemellaggi sono uno strumento di relazione e cooperazione per allargare l’Europa e per il riconoscimento degli altri: in questo senso, quelli realizzati tra istituzioni regionali ed europee risultano un mezzo, ad esempio nel mondo delle istituzioni scolastiche, per ottenere contributi in sede europea su progetti finalizzati, di utilità sociale, secondo una logica di "rete" e collaborazione.

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Gender perspective

La prospettiva di genere è una prospettiva differenziata in base al sesso che permette di analizzare gli effetti delle politiche sulla situazione rispettivamente degli uomini e delle donne, a cominciare dall’individuazione dei loro diversi bisogni.

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Gestione basata sui risultati

Strategia di gestione che si concentra sulle prestazioni e sul raggiungimento di realizzazioni, risultati e impatti.

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Global Alliance for Prosperity

Programma di impegni reciproci di Paesi ricchi e Paesi poveri finalizzato a sostenere lo sviluppo e a combattere la povertà, rilanciato in occasione della conferenza delle Nazioni Unite sul tema “Financing for Development”, tenuta a Monterrey, Messico, alla fine del marzo 2002.

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Global Compact

È un’iniziativa lanciata nel 1999 dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, diventata operativa nel luglio del 2000. Il progetto ha l’obiettivo di coinvolgere il mondo delle imprese in una nuova forma di collaborazione con le Nazioni Unite attraverso l’adesione a nove principi universali nelle aree dei diritti umani, del lavoro e dell’ambiente. Durante il primo Summit dei leader del Global Compact, tenutosi a New York il 24 giugno 2004, Kofi Annan ha annunciato l'adozione di un decimo principio: la lotta alla corruzione.

L’iniziativa si propone di migliorare la cittadinanza sociale delle imprese attraverso un'azione collettiva forte, di modo che il mondo imprenditoriale possa contribuire attivamente alla soluzione delle sfide poste dalla globalizzazione, in direzione di un'economia globale più inclusiva e sostenibile.

Il Global Compact è dunque un'iniziativa volontaria di cittadinanza delle imprese che mira al conseguimento di due obiettivi:

  1. promuovere l'attuazione dei dieci principi fondativi nelle attività imprenditoriali in tutto il mondo;
  2. catalizzare le azioni in sostegno degli obiettivi delle Nazioni Unite

Al fine di conseguire tali obiettivi, il Global Compact mette in campo diversi strumenti: Discussioni politiche, Formazione, Strutture locali e Progetti.

Esso è un network che ruota attorno all'Ufficio Global Compact e a cinque agenzie delle Nazioni Unite: l'ACNUR, l'UNEP, l'OIL, l'UNDP e l'UNIDO e che attiva tutti gli attori sociali rilevanti: governi nazionali, imprese, il mondo del lavoro, le organizzazioni della società civile.

Attualmente sono centinaia le imprese e le organizzazioni internazionali del lavoro e della società civile coinvolte nel Global Compact. Si veda il sito internet http://www.unglobalcompact.org.

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Globalizzazione

L’origine di questo termine è generalmente attribuita alle dottrine economiche, significando il passaggio dai mercati nazionali a quello mondiale. Tale fenomeno ha acquistato un particolare vigore con gli anni ‘80, sostenuto da diversi fattori, quali la riduzione dei vincoli protezionistici e normativi (deregulation), la tecnologia delle informazioni, la terziarizzazione e la dematerializzazione dell’economia (espansione delle transazioni finanziarie su quelle commerciali).

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GNI - Gross National Income

Il nuovo sistema della contabilità nazionale, introdotto nel 1993 da Commissione europea/Eurostat, Fondo monetario internazionale, Banca mondiale, OCSE, divisioni statistiche delle commissioni regionali delle Nazioni Unite, prevede un nuovo valore aggregato, il cosiddetto reddito nazionale lordo, o GNI, che ha sostituito nelle statistiche ufficiali il Prodotto nazionale lordo (PNL). È uguale al valore della ricchezza aggiuntiva prodotta a livello nazionale, convertita in dollari statunitensi impiegando il metodo Atlas della Banca mondiale. Il GNI si calcola sommando al valore aggiunto di tutti produttori residenti nel Paese considerato sia le tasse sulla produzione (meno i sussidi) che non sono calcolate per misurare la produzione, sia i proventi netti del reddito primario dall’estero di tutti i settori (compensazione dei lavoratori e reddito immobiliare all’estero).

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Governance/Good governance

Secondo la definizione della Banca mondiale, per governance si intendono il processo e le istituzioni attraverso cui, in un dato Paese, viene esercitata l’autorità:

  • il processo attraverso cui i governi vengono scelti, monitorati e rinnovati, e attraverso cui è garantita la loro responsabilità;
  • la capacità dei governi di gestire efficientemente le risorse, e di formulare, realizzare e rafforzare politiche e normative efficienti;
  • il rispetto per le istituzioni che governano le interrelazioni economiche e sociali.

Ciascuna di queste componenti della governance si scompone in due sottocategorie:

  • responsabilità e stabilità politica/assenza di violenza e terrore per la prima componente;
  • quadro regolatorio di qualità ed efficacia amministrativa per la seconda;
  • controllo della corruzione e stato di diritto (rule of law) la terza.

L’UNDP nel 1998 ha promosso l’iniziativa TUGI (The Urban Governance Initiative, sito internet http://www.tugi.org), finalizzata alla messa a punto di una strumentazione pratica per valutare la qualità della governance nelle istituzioni locali. La good governance è allo stesso tempo una meta e un processo ed è basata su tre pilastri: lo Stato, che deve fornire le necessarie basi giuridiche e ambientali (certezza del diritto, standard socio-economici, infrastrutture fisiche e sociali, reti di protezione e sicurezza sociale); la società civile, decisiva per l’esercizio responsabile delle libertà e delle altre forme educative o partecipative in cui si svolgono le interazioni politiche; il settore privato-imprenditoriale, che concorre alla creazione di lavoro e reddito, agli scambi, allo sviluppo delle risorse umane, al miglioramento degli standard aziendali. L’iniziativa TUGI classifica nove indicatori fondamentali: partecipazione, visione strategica, stato di diritto, trasparenza, capacità reattiva, orientamento a creare consenso, costruzione di un sistema equo, efficacia ed efficienza, accountability. Il Documento di progetto con le relative istruzioni può essere scaricato dal sito.

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HABITAT

UN-Habitat, prima noto come United Nations Centre for Human Settlements, è stato fondato nel 1978, come agenzia specializzata delle Nazioni Unite per il coordinamento delle attività nel campo degli insediamenti urbani. È inoltre l’agenzia responsabile per l’implementazione dell’Agenda Habitat, adottata nella II Conferenza del Centro delle Nazioni Unite sull’Insediamento Umano (UNCHS), Habitat II (Istanbul 1996). UN-Habitat, funzionando da Segretariato alla Conferenza Habitat II, ha introdotto una novità negli obbiettivi strategici dell’Agenda Habitat, permettendo alle Autorità locali di giocare un ruolo attivo all’interno della Conferenza, conferendo loro il compito di redigere il Piano d’Azione Locale che servirà da indirizzo sui temi urbani di ogni comunità. Analogamente, Habitat II conferisce alle ONG il compito, già nella fase preparatoria della Conferenza, di indirizzare l’azione dei Governi verso i temi dell’urbanizzazione. In questa II Conferenza è stata inoltre adottata la Dichiarazione di Istanbul contenente il Piano d’Azione Globale di Habitat II. Il piano ha come obiettivi la riduzione della povertà e la promozione dello sviluppo sostenibile. UN-Habitat promuove un’urbanizzazione sostenibile attraverso la formulazione di politiche, riforme istituzionali, capacity building, cooperazione tecnica e tutela dei diritti (advocacy) e il monitoraggio e il miglioramento degli insediamenti umani nel mondo.

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HDI - Human Development Index

Vedi ISU

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HIPC (Heavily Indebted Poor Country) Initiative

Iniziativa elaborata da Fondo monetario internazionale e Banca mondiale, e approvata dai governi nell'autunno 1996 in occasione del vertice G7 di Lione a favore dei Paesi poveri altamente indebitati. L'iniziativa mira a ridurre il debito estero di tali Paesi, basandosi su un approccio caso per caso, fino a raggiungere un livello di sostenibilità (misurato dal rapporto tra debito estero ed esportazioni). Le condizioni per accedere all'iniziativa erano inizialmente limitate all'adozione di politiche di aggiustamento macroeconomico delle proprie economie. A seguito dell'approvazione congiunta da parte del FMI e di Banca mondiale, i Paesi creditori procedono alla cancellazione di parte del proprio credito bilaterale e finanziano, contribuendo ad un fondo fiduciario per l'HIPC, la cancellazione del credito multilaterale. Durante il vertice G7 di Colonia, nel mese di giugno del 1999, si è deciso di procedere ad una maggiore cancellazione attraverso l'Iniziativa HIPC rafforzata (in inglese Enhanced HIPC Initiative). Oltre ad assicurare la cancellazione dei crediti di aiuto e dei crediti commerciali, la nuova iniziativa accelera i tempi di applicazione delle misure di cancellazione del debito e lega tali misure all'adozione di programmi nazionali di riduzione della povertà (si veda PRSP). L'Italia si è distinta all'interno della comunità internazionale per la sua partecipazione all'Iniziativa: nel corso del 2000, il Parlamento ha varato in tempi molto rapidi una legge in materia (la legge n. 209/2000) e, a fine 2001, ha siglato con la Guinea Conakry il primo accordo bilaterale di cancellazione del debito. Sito: http://www.worldbank.org/hipc/about/about.html.

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IAEA - International Atomic Energy Agency

Organizzazione intergovernativa autonoma sotto l’egida delle Nazioni Unite che opera per un utilizzo a fini pacifici dell’energia atomica.

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IBRD - International Bank for Reconstruction and Development

La Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo, meglio nota come “Banca mondiale” (che comprende IBRD e IDA), è stata fondata nel 1944 insieme al Fondo monetario internazionale per sostenere la ricostruzione post-bellica e contribuire allo sviluppo di lungo termine. Sua funzione fondamentale è la concessione di crediti ordinari ai governi, accordati ai PVS con reddito pro capite superiore, per l’anno fiscale 2003, a 875 dollari (con riferimento al PNL pro capite del 2001) o da questi garantiti a condizioni di mercato, in genere con un periodo di grazia di 5 anni e un periodo di rimborso pari a 15-20 anni. Il tasso d’interesse applicato è semestrale e variabile. I crediti IBRD vengono finanziati attraverso emissioni obbligazionarie sui mercati internazionali, ad opera direttamente della Banca mondiale. L’Italia detiene una quota pari 2,85% del capitale della Banca.

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ICAO - International Civil Aviation Organization

Agenzia specializzata delle Nazioni Unite. Fissa gli standard internazionali di sicurezza ed efficienza del trasporto aereo e coordina la cooperazione internazionale in tutti i settori dell’aviazione civile.

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ICSID - International Centre for Settlement of Investment Disputes

Il Centro internazionale per la risoluzione delle dispute sugli investimenti è un’organizzazione internazionale autonoma fondata nel 1966 con forti legami con la Banca mondiale (i membri dell’ICSID sono gli stessi di Banca mondiale), istituita allo scopo di risolvere i conflitti sull’investimento tra governi e investitori privati stranieri.

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ICT - Information & Communication Technology

Acronimo inglese molto usato che fa riferimento all’insieme delle tecnologie della cosiddetta società dell’informazione e della comunicazione, dal personal computer a internet. L’ampia diffusione di queste tecnologie ha ingenerato una profonda trasformazione dell’economia globale, creando nuove possibilità di comunicazione che accorciano le distanze e modificano gli assetti socio-culturali. Un accesso iniquo a tali tecnologie crea quello che è stato definito digital divide.

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IDA - International Development Association

L'Associazione per lo sviluppo internazionale, che con la IBRD è meglio nota come “Banca mondiale”, ha il mandato di fornire ai Paesi più poveri – quelli che non sono in grado di accettare le condizioni offerte dal IBRD, con un reddito pro capite inferiore, per l’anno fiscale 2003, a 875 dollari (con riferimento al Pnl pro capite del 2001) – crediti agevolati, a tasso d’interesse pari a zero, con servizi di assistenza tecnica e consulenza economica. I crediti IDA vengono finanziati attraverso un Fondo cui contribuiscono i Paesi più ricchi mediante donazioni che vengono decise tramite un negoziato tra i Paesi e la Banca, su base triennale. L’Italia contribuisce in modo rilevante all’IDA, con una quota che per l’ultima rinegoziazione è del 4,7%. I crediti IDA rappresentano circa il 25% dei crediti di tutto il Gruppo Banca mondiale. I clienti devono sostenere i costi amministrativi dei crediti, equivalenti a un tasso pari a meno dell’ 1% annuale. Il periodo di ammortamento è di 35-40 anni, con un periodo di grazia di 10 anni.

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IDB - Inter-American Development Bank

Vedi BID.

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IDE - Investimenti diretti esteri

Acquisizione, da parte del Governo o di cittadini di un Paese, di attività di un altro Paese sotto forma di valori e beni immobili e acquisizione di beni capitali (con una partecipazione azionaria che garantisca il controllo di non meno del 10% del capitale totale).

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IDEASS

Iniziativa di cooperazione lanciata nel corso del 2002 da UNDP, OIL/Universitas, e dai programmi UNDP/IFAD/